Utilizzando modelli in vitro, si analizza la reazione della cute dopo l’applicazione di prodotti cosmetici.
Pubblicato sul prestigioso notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità il progetto “Innovazione scientifica e ricerca etica: uno studio in vitro sull’assorbimento cutaneo dei nanomateriali per la tutela della salute pubblica e a sostegno della ricerca senza animali".
Il progetto, finanziato da LAV, ha lo scopo di valutare la possibile esposizione a nanomateriali metallici e plastici attraverso la cute dopo l’applicazione di prodotti cosmetici utilizzando modelli in vitro in un’ottica pienamente alternativa alla sperimentazione animale e di protezione ambientale, oltre che della salute pubblica.
Lo studio, avviato nel 2025, proseguirà nel 2026, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in collaborazione con l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata (IDI -IRCCS) e la Piattaforma Italiana sui Metodi Alternativi (di cui noi di LAV facciamo parte) viene citato come “esempio significativo di come i metodi in vitro possano contribuire al progresso scientifico, in linea con la normativa europea che promuove attivamente l’uso di approcci non animali”.
VANTAGGI SCIENTIFICI, OLTRE CHE ETICI
Il progetto ha infatti permesso di
studiare l’esposizione umana a nanomateriali metallici e plastici ancora
poco studiati in Italia, soprattutto per quanto riguarda
l’assorbimento cutaneo di prodotti di uso quotidiano e il loro rilascio
nell’ambiente. Il lavoro effettuato dimostra che i modelli animal-free non
solo sono etici, ma presentano anche evidenti vantaggi scientifici come riproducibilità,
rapidità di esecuzione ed economicità.
UN APPROCCIO IN LINEA CON LA DONAZIONE DEL CORPO ALLA SCIENZA
I tessuti utilizzati sono, in parte,
originari da espianti di interventi chirurgici, un approccio che valorizza
il riutilizzo di tessuti altrimenti destinati allo smaltimento, riducendo lo
spreco di risorse biologiche e l’uso di animali da laboratorio, in linea con la
legge 10/2020 “Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti
post mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca
scientifica”, di cui siamo promotori da anni.
