Richiami vivi, procedura d'infrazione contro l'Italia

La Commissione Europea ha deciso di aprire una procedura di infrazione contro il nostro Paese per la violazione della Direttiva Uccelli: il Commissario Europeo all’ambiente, Janez Potonik, ha infatti recapitato al Ministero degli Affari Esteri la lettera di messa in mora.

Finalmente  sarà fuori legge l’uso dei richiami vivi, e se qualcuno dovrà pagare per le gravi violazioni comunitarie, questi non potranno che essere quegli amministratori che per tanti anni hanno consentito lo sporco lavoro degli uccellatori!

L’accusa per l’Italia è pesantissima: per la Commissione Europea all’ambiente per decenni sono state violate le disposizioni che vietano l’uso delle reti per catturare gli uccelli migratori

Le reti, infatti, sono considerate un mezzo di cattura illegittimo perché non selettive: con questo sistema potrebbero essere cioè catturate anche specie protette.

In Italia gli uccelli migratori vengono catturati dalle province, quindi utilizzando il denaro dei contribuenti, per essere poi ceduti ai cacciatori “capannisti” che li trasformano in richiami vivi
Il procedimento usato è violentissimo: viene alterato il ciclo biologico degli uccelli allo scopo di farli cantare in inverno e non in primavera. E dato che cantano solamente i maschi, viene effettuata la pratica del sessaggio, che consiste nell’aprire con una lametta da barba il ventre degli uccelli allo scopo di esplorare gli organi riproduttivi, dopodiché le femmine vengono uccise ed i maschi ricuciti alla meno peggio. 

Gli uccelli migratori sono tutelati dalle norme europee che ne garantiscono la protezione in tutti gli Stati che attraversano. In Italia vengono catturati per poi essere rinchiusi per tutta la vita all’interno di gabbie più piccole di un foglio A4. Uccelli che fino al giorno precedente percorrevano migliaia di chilometri, si ritrovano a sopravvivere su pochi centimetri quadrati. 

L’unico modo per non incorrere in alcuna violazione consiste nell’abolire definitivamente ogni forma di caccia! 

 

Massimo Vitturi, responsabile LAV Caccia e fauna