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"Venerdì Pesce": facciamo conoscenza con l'alice o acciuga

Vittima del consumo umano due volte: dalla pesca al consumatore, dalla pesca al divenire pesce foraggio di pesci allevati a scopi alimentari.

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Ultimo aggiornamento

giovedì 09 aprile 2026

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Aiutaci a proteggerla e a chiedere maggiori tutele

Con la rubrica Venerdì Pesce vogliamo offrire un'alternativa concreta: scegliere prodotti vegetali al posto del pesce e dei suoi derivati significa contribuire a ridurre lo sfruttamento intensivo e l'uccisione indiscriminata di miliardi di animali acquatici. Un piccolo cambiamento nel piatto può fare una grande differenza per chi vive sott'acqua.


FAI CONOSCENZA CON L'ALICE O ACCIUGA

Engraulis encrasicolus

Solo questi pesci risalgono l'Istro nuotando controcorrente, e, nel punto in cui il fiume si biforca, si immettono nell'Adriatico.  Aristotele - Historia animalium

Specie simbolo del pesce azzurro, l’alice è un pesce pelagico di piccole dimensioni, dal corpo affusolato, di una lunghezza media di 12 cm,  occhi grandi e circolari e una bocca molto grande con mascella inferiore, più corta di quella superiore. È di colore azzurro verdastro sul dorso e grigio argenteo sul ventre. Si nutre di zooplancton, crostacei e piccoli molluschi e raggiunge la maturità sessuale intorno all’anno di età, vivendone in media 4.

Presente nel Mar Mediterraneo, Mar Nero e Atlantico orientale, l’alice è gregaria, vive, già dallo stato larvale, dove è grande circa 2 mm, in banchi numerosissimi. Le alici in banco vivono vicino alla costa nel periodo della riproduzione, mentre in inverno tra i 200 ed i 300 metri di profondità.

Si può pescare tutto l’anno (in Europa le dimensioni minime per la pesca legale sono di 9 cm), nonostante si riproduca da aprile alle prime settimane di novembre.

La pesca delle alici nel Mar Mediterraneo rappresenta una seria minaccia sia per la sopravvivenza della specie, che per l'equilibrio dell'intero ecosistema marino. 

La riduzione delle alici nel mare determina infatti una rottura della catena alimentare, perché questa specie costituisce la base alimentare per predatori più grandi (tonni, pesci spada, merluzzi). La diminuzione di alici provoca quindi denutrizione dei predatori naturali, con conseguente crollo delle loro popolazioni e alterazione degli habitat.

Le alici vengono pescate principalmente mediante reti da circuizione, spesso con l’uso di lampare, oppure attraverso reti a strascico, reti da traino pelagiche, che comportano notevoli sofferenze a questi pesci , oltre ad un elevato livello di catture accessorie e alla pesca di individui di dimensioni inferiori a quelle consentite.

In particolare, nel Mar Mediterraneo, soprattutto nel mare Adriatico, l’alice è vittima di sovrapesca, un fenomeno che mente a repentaglio la sopravvivenza di diverse specie, soprattutto di pesce azzurro come l’alice, spesso destinato in grandi quantità ad alimentare anche i pesci carnivori ammassati negli allevamenti.

Le alici sono vittime del consumo umano due volte:

  • dalla pesca al consumatore,

  • dalla pesca al divenire pesce foraggio  di pesci allevati a scopi alimentari.

Sono inoltre considerate una delle principali fonti per la produzione di farina e olio di pesce, ingredienti fondamentali nei mangimi per l'acquacoltura. A causa del loro alto contenuto proteico e di omega-3, vengono utilizzate per nutrire specie carnivore allevate, come salmone, orata, branzino e gamberi. 

Al problema della pesca eccessiva, si aggiunge la pesca illegale, con effetti devastanti che devono essere urgentemente affrontati con la concreta applicazione della legislazione esistente e con la volontà politica di aumentare le zone marine protette, nelle quali vietare del tutto la pesca e permettere il ripopolamento delle specie.

Ora che conosci di più questo piccolo pesce, scegli di non mangiarlo e aiutaci a proteggerlo!

COSA PUOI FARE TU
Ricorda che le tue scelte quotidiane a tavola fanno la differenza, scegli di non mangiare animali acquatici, opta per una alternativa vegetale!

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