Un pesce misterioso ed affascinante a rischio estinzione che va tutelato con ogni mezzo.
L’anguilla è un pesce osseo marino e d'acqua dolce appartenente alla famiglia delle Anguillidae.
Ha abitudini notturne e caccia prevalentemente tramite l’olfatto, nutrendosi di animali di qualsiasi tipo, sia vivi che morti, sia terrestre, che acquatici.
Ha un corpo molto allungato, serpentiforme, testa allungata, bocca grande e occhi piccoli. Le scaglie sono piccolissime, e ovali, infossate nella pelle, che è ricoperta da un abbondante strato di muco. La colorazione dell'anguilla subisce notevoli variazioni durante il ciclo vitale, da trasparente nella fase giovanile, a quasi nero nella fase della migrazione.
Lo stadio giovanile, quindi privo di pigmentazione, prende il nome di cieca o ceca, mentre l'adulto di grandi dimensioni si chiama capitone.
La sua migrazione è tra le più lunghe e affascinanti del mondo animali, ed è avvolta ancora da mistero, poiché nessuno ha mai visto in natura l’accoppiamento o la deposizione delle uova di questa specie, che si ipotizza avvenga nel mar dei Sargassi. L’anguilla, infatti, trascorre la fase di maturazione e accrescimento in acque dolci o marine costiere per poi effettuare, tra gli 8 e i 20 anni di età, una lunghissima migrazione a fini riproduttivi fino al mar dei Sargassi.
Le larve, dette leptocefali, intraprendono poi la migrazione inversa per tornare in Europa, nel Mediterraneo e in Africa settentrionale, dando così vita ad un nuovo ciclo.
Non solo la riproduzione, ma anche diversi aspetti del ciclo dell’anguilla restano sconosciute o quasi.
Ad esempio, sembra che questo animale abbia una sensibilità ai campi magnetici di leggera intensità e questo significa una straordinaria capacità di percepire il campo magnetico terrestre, utilizzandolo come bussola interna, fondamentale per l’orientamento nelle incredibili migrazioni oceaniche della specie.
L'anguilla ha inoltre una certa capacità di respirazione aerea, il che significa che può perfino muoversi fuori dall’acqua per colonizzare ambienti non collegati al reticolo idrografico o per ritornare al mare.
È quindi una specie estremamente adattabile ad ambienti diversi, con un valore ecologico ampio ed è potenzialmente in grado di colonizzare qualunque ambiente d’acqua dolce o salmastra, almeno temporaneamente collegato al mare. Anche la sua capacità di tollerare diverse concentrazioni di ossigeno disciolto e ricchi di inquinanti, ma anche temperature diverse, è notevole.
Nonostante queste grandi capacità, la specie è a rischio, essendo infatti classificata dalla IUCN come in pericolo critico di estinzione e si ritiene che le popolazioni siano diminuite di oltre il 90% nelle ultime tre generazioni.
Tra i suoi predatori vi sono pesci e uccelli marini, ma soprattutto l’uomo e tra le minacce vi sono gli sbarramenti e le interruzioni della continuità fluviale, la distruzione dell'habitat, la diffusione di parassitosi, ma soprattutto la pesca e il bracconaggio.
La pesca dell'anguilla è vietata nella UE a partire dal 2024. La pesca sportiva e la pesca in mare sono vietate in ogni caso mentre vi sono limitate deroghe per la pesca commerciale in acque interne (in ogni caso la cattura delle ceche e delle anguille al di sotto di 12 cm di lunghezza è sempre vietata).
La pesca incide molto sulla sopravvivenza della specie, così come l’allevamento di anguille, che è una pratica basata esclusivamente sull'ingrasso, poiché questa specie non si riproduce in cattività. Il ciclo di sfruttamento per la produzione parte, infatti, dalla cattura in natura di giovani (ceche), che vengono poi allevati in vasche o in bacini fino a raggiungere la taglia commerciale.
Per quanto riguarda il bracconaggio, il divieto di esportazione dell’anguilla europea al di fuori dell’UE, introdotto nel 2009, ha incrementato l'interesse della criminalità organizzata, dando vita a un commercio illegale in tutto il continente.
Il mercato nero di individui giovani catturati illegalmente e spesso trasportati clandestinamente nascosti nelle valigie attraverso i principali aeroporti europei, verso paesi extra UE, ha numeri elevatissimi: un chilogrammo di anguille cieche, lunghe appena pochi centimetri, può generare più di una tonnellata di anguille adulte, facendo salire il prezzo sul mercato nero fino a 6.000 euro al chilogrammo.
Un pesce così delicato, misterioso ed affascinante va tutelato con ogni mezzo. Scegli di non mangiarlo e aiutaci a farlo conoscere!
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