Gli astici, come tutti i crostacei, possono essere esposti nei ristoranti e bolliti vivi! La nostra battaglia per tutelarli è doverosa e continua.
FAI CONOSCENZA CON L'ASTICE
L'astice
è un crostaceo Decapode della famiglia Nephropidae e del
Genere Homarus. Differente dall'aragosta, con la quale erroneamente
può essere confuso, dal punto di vista morfologico l'astice è più simile
agli scampi o ai gamberi di fiume. Le specie più consumate sono l'astice europeo (Homarus gammarus) e l'astice americano (Homarus americanus).
Quest'animale acquatico vive su fondali rocciosi o fangosi duri, preferendo profondità fino tra i 20 e i 150 metri o più. Durante il giorno, si rifugia in tane, anfratti o buche sul fondale, posizionandosi spesso con la testa verso l'uscita per difendersi. Di notte esce per foraggiare e cacciare, grazie alle sue robuste chele asimmetriche: la chela più grande e massiccia serve per frantumare i gusci dei molluschi, mentre quella più sottile e denticolata viene usata per squarciare e tagliare.
Ha il corpo protetto da un duro carapace, che muta periodicamente per permettere la crescita dell'animale. La muta è il processo vitale, noto come ecdisi, in cui il crostaceo abbandona il vecchio carapace per crescere, sostituendolo con uno nuovo e più grande. Questa fase, che avviene diverse volte nel primo anno di vita e poi con minore frequenza, è un periodo delicato per l'astice, che avrà un guscio molle e sarà più vulnerabile.
La parte del corpo chiamata “cefalotorace” include il capo e il torace dell'astice, ospitando gli organi sensoriali quali occhi peduncolati e due paia di antenne, e sotto il carapace vi sono le appendici boccali e le branchie. L'addome è formato da 6 segmenti mobili che termina con una coda a ventaglio, potente propulsore per il nuoto all'indietro.
Ciò che caratterizza molto l'astice e lo differenzia a prima vista dall'aragosta sono le due grosse chele frontali, una più imponente dell'altra, con le quali caccia e si difende dai predatori quali merluzzi, foche, squali, razze, murene e polpi.
L'astice si nutre prevalentemente di invertebrati quali molluschi bivalvi, ricci di mare, ma svolge anche un ruolo importante nella pulizia dei fondali marini, agendo come spazzina opportunista. Sebbene preferisca cacciare prede vive, si nutre anche di materia organica in decomposizione, incluse le carcasse di pesci, crostacei e molluschi presenti sul fondale, svolgendo quindi un ruolo fondamentale per l'ecosistema marino.
La
riproduzione dell'astice è un processo complesso che avviene
principalmente in estate, subito dopo la muta della femmina, che feconda e
trasporta sotto la coda da 5.000 a oltre 100.000 uova per 9-11 mesi, fino alla
schiusa delle larve, con un alto tasso di mortalità in natura
L'astice, infatti, depone un notevole numero di uova, ma solo una su 10 schiude
e raggiunge l'età, vivendo in natura una media di 60 anni, ma arrivando anche
oltre i 100, se abbastanza fortunata da sopravvivere alle pesanti pressioni
della pesca.
Le dimensioni e il peso degli astici in vendita variano notevolmente ma in
generale, gli individuicomuni pesano
tra i 400 g e oltre 1 kg, con lunghezze che solitamente si aggirano sui 30-40
cm Si tratta quindi di animali che possono avere un'età tra i 15 e i 30.
PESCATO IN MARE APERTO, INTRAPPOLANDOLO
La
stragrande maggioranza degli astici in commercio proviene dalla pesca
in mare aperto e non da allevamenti. Sebbene esistano ricerche e
limitati esperimenti di acquacoltura (specialmente in Asia o per ripopolamento
in Europa), l'astice è un crostaceo difficile e lento da allevare, e ciò rende la
pesca il metodo di sfruttamento principale.
La pesca dell'astice europeo avviene generalmente in fondali rocciosi tra i 20 e i 50m di profondità, dove viene catturato mediante l'utilizzo di apposite nasse, cioè vere e proprie trappole. La nassa cattura l'astice sfruttando il suo comportamento naturale di ricerca del cibo e tana nel proprio habitat. La trappola viene posizionata sul fondale, con del cibo all'interno e l'astice, attratto dall'odore, entra nella nassa attraverso un'apertura a imbuto, senza però riuscire più ad uscire. Resterà lì da1 a 3 giorni, fino a quando non verrà recuperata dal pescatore. Questo tipo di pesca non è selettiva e nella nassa possono finire femmine con uova (la cui pesca è vietata) o individui troppo piccoli.
Si tratta di una tecnica che, oltre ad essere estremamente crudele, incide molto anche sulla popolazione di astice europeo: sebbene non sia classificato a livello globale come "in pericolo critico”, le sue popolazioni locali nel Mediterraneo e in alcune aree dell'Atlantico hanno sofferto di pesca eccessiva, portando a declini significativi e in alcuni casi locali estinzioni, come nel Mar Tirreno, dove questo animale si era estinto in passato a causa della pesca intensiva, spingendo le autorità a promuovere progetti di ripopolamento.
L'ASTICE AMERICANO
Lo
scenario attuale vede quindi una dipendenza crescente dai rifornimenti
oltreoceano di una specie alloctona nei mari europei: l'astice americano
(Astice americano - Homarus americanus).
Questa
specie ha una struttura morfologica del tutto simile a quella dell'astice
europeo e si distingue semplicemente per il pigmento del carapace più chiaro e
tendente al bruno-rossastro invece che scuro-bluastro.
L'astice americano presenta un comportamento molto differente rispetto
all'astice europeo, il che influisce significativamente sul metodo di prelievo
del crostaceo. Quello americano è più coraggioso, aggressivo e trascorre molto
tempo in acqua libera invece che in tana. Tutto ciò si traduce in una ulteriore
tecnica di pesca che viene praticata, oltre che con nasse, anche "a mano"
su fondali sabbiosi e non eccessivamente profondi.
Oltre alla pesca eccessiva, che resta comunque la minaccia principale, la sopravvivenza dell'astice è minacciata dai cambiamenti climatici, che modificano le temperature delle acque, e dagli impatti dei cavi elettrici subacquei, che possono alterare il loro comportamento. [*]
[*]Secondo
lo studio “The
Effects of Anthropogenic Electromagnetic Fields (EMF) on the Early Development
of Two Commercially Important Crustaceans, European Lobster, Homarus
gammarus (L.) and Edible Crab, Cancer pagurus (L.)”,
pubblicato sul Journal of Marine Science and Engineering da un
team di ricercatori britannici, ungheresi e spagnoli: «Le larve di astice
esposte al campo elettromagnetico dei cavi elettrici sottomarini non sanno
nuotare altrettanto bene come le altre. Hanno anche tre volte più probabilità
di essere in qualche modo deformi».
IN ITALIA L'ASTICE SI VENDE, ESPONE E CUOCE VIVO!
Studi neurobiologici e
comportamentali indicano che la reazione dei crostacei agli stimoli nocivi non
è un semplice riflesso automatico, ma
una vera esperienza dolorosa che merita
tutela, soprattutto considerando il fatto che questi animali possono essere venduti, esposti e bolliti vivi.
Per questo noi di LAV, insieme ad altre associazioni, facciamo parte della coalizione “Dalla parte dei crostacei”, riunita per chiedere un riconoscimento normativo dei crostacei come esseri senzienti, perché questi animali sono capaci di provare dolore e sofferenza al pari di altri animali già riconosciuti come tali. La Legge nazionale ed europea è ancora molto indietro nella tutela, ma dobbiamo continuare ad essere la voce di questi animali quotidianamente torturati, seguici in questa battaglia e scopri cosa chiediamo.
COSA PUOI FARE TU
Aiutaci a chiedere maggiori
tutele per l'astice. E ricorda che le tue scelte quotidiane a tavola fanno la differenza, scegli di non
mangiare animali acquatici, opta per una alternativa vegetale!
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