L'Italia è il principale importatore netto di calamaro congelato a livello europeo.
Il Calamaro è un elegante mollusco cefalopode, abilissimo nuotatore dal corpo allungato e muscoloso che compie migrazioni orizzontali e verticali distinte, a seconda dell'ambiente in cui vive e si può trovare in superficie come a 500 metri di profondità.
Il corpo cilindrico contiene una conchiglia interna, detta gladio o penna (da qui anche il nome, che deriva dal greco, e significa astuccio per le pene). Le pinne sono romboidali e, nonostante la loro lunghezza, la locomozione del calamaro avviene con propulsione a getto. La testa ha grandi occhi ricoperti da una membrana trasparente e la sua bocca è dotata di un forte becco e di una lingua. Le braccia sono 10: 8 più corte dotate di due file di ventose, e 2 più lunghe a forma di mazza con quattro file di ventose utilizzate per catturare le prede. Nei maschi una delle braccia è modificata in una sorta di canale che funge da organo copulatore, mentre le femmine depongono fino a 20000 piccole uova in ammassi gelatinosi tubolari che vengono attaccati a detriti e altri oggetti solidi su fondali sabbiosi o fangosi e si schiuderanno dopo un periodo di incubazione che dipende dalla temperatura ed è compreso tra 25 giorni (a 22 °C) e 45 giorni (a 12-14 °C).
La colorazione è bruna rossiccia con sfumature varie, ma come in tutti i cefalopodi la colorazione del corpo è soggetta a repentini cambiamenti determinati da stati d'animo del calamaro, che possono essere segnali di minaccia,diversi stati vitali come il corteggiamento e l'accoppiamento, o fenomeni di mimetismo.
In Italia è presente in tutti i mari e nel Mediterraneo esiste solo un'altra specie, Loligo forbesi, che si distingue da L. vulgaris per la diversa grandezza delle ventose centrali. Nei mari del mondo, invece, esistono 22 specie appartenenti al genere Loligo e tutte le diverse specie si distinguono per forma e dimensione delle pinne laterali, del mantello, della conchiglia interna e per le ventose sulle mazze tentacolari.
Veloce nuotatore e predatore prevalentemente notturno, si nutre di piccoli pesci, crostacei e molluschi, ma avvengono anche casi di cannibalismo su individui di dimensioni più piccole. È invece una importante preda per mammiferi marini e grandi pesci pelagici come il tonno e pesce spada.
Il calamaro purtroppo è molto richiesto dal mercato ed assume una notevole importanza commerciale a fini di consumo alimentare. È pertanto soggetto ad un'intensa attività di pesca che avviene principalmente con reti a strascico, e localmente, con attrezzi tipici della pesca artigianale come le reti da posta e gli attrezzi ad ami.
Essendo una specie con un ciclo vitale molto breve (circa 1-2 anni), la sua popolazione è estremamente sensibile alle variazioni climatiche e allo sfruttamento commerciale e la maggior parte dei calamari presenti sul mercato italiano proviene dalla Spagna, il più grande importatore di calamari dell'UE.
Oceana, l'associazione internazionale che si occupa di conservazione degli oceani, ha scoperto, attraverso analisi del DNA, che l' 85% dei prodotti a base di calamaro non proviene da acque europee e la maggior parte viene dall'Atlantico sud-occidentale.
I test del DNA effettuati sui campioni di calamari in esercizi commerciali a Bruxelles e a Milano hanno evidenziato che tra i prodotti a base di calamari preparati e conservati quasi il 60% non riportava informazioni sulla specie o sul luogo di cattura, mentre nei ristoranti, solamente il 28% era in grado di indicare la specie o il luogo di cattura dei calamari serviti.
I prodotti non etichettati comprendono prevalentemente specie considerate ad alto rischio per quanto riguarda la pesca illegale, ma anche lo sfruttamento del lavoro. La loro provenienza si attribuisce a totano gigante del Pacifico (Dosidicus gigas), calamaro indopacifico (Uroteuthis duvaucelii) e totano atlantico (Illex argentinus), tutte specie associate a flotte che operano con gestione scarsa e trasparenza limitata.
L'Italia è il principale importatore netto di calamaro congelato a livello europeo. Secondo i dati dell'Osservatorio europeo del mercato dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura (EUMOFA), il nostro Paese importa ogni anno circa 90.000 tonnellate di questo prodotto.
La pesca del calamaro gigante vede storicamente protagonisti diversi Paesi del Sudamerica e soprattutto il Perù è stato il principale produttore al mondo. Lo scenario è cambiato nell'arco degli ultimi 20 anni, con la crescita progressiva della flotta cinese del calamaro, che nel Pacifico meridionale è passata da poche unità nel 2000, a oltre 600 imbarcazioni che attualmente operano nelle acque internazionali appena fuori le 200 miglia dei Paesi sudamericani, stazionando anche ai confini delle Galapagos.
A livello mondiale, la Cina rappresenta oltre il 40% di tutti gli sbarchi di calamari, con volumi che hanno superato il milione di tonnellate è evidente il pericolo per il calamaro, che, finora non specie a rischio, non è tutelato da nessuna misura di gestione in acque internazionali. Tuttavia, l'aumento del numero delle imbarcazioni e frequenti episodi documentati di pesca illegale hanno determinato uno stato di allerta tra ricercatori e osservatori.
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