Catturato e ucciso con estrema crudeltà, rischia anche di essere per la prima volta allevato.
Diffuso in tutto il mondo, è presente anche nel Mediterraneo, dove è molto pescato e rischia anche di essere per la prima volta allevato.
Ecco un animale con il veleno di un serpente, il becco di un pappagallo e l’inchiostro di una penna vecchio stile. Può pesare quanto un uomo e allungarsi come un’automobile, eppure può versare il suo corpo molle e senza ossa attraverso un’apertura delle dimensioni di un’arancia. Può cambiare colore e forma. Può assaggiare con la sua pelle.
I polpi, hanno un cervello piuttosto grande che supera per grandezza di gran lunga quello di altri invertebrati. Inoltre il polpo è dotato di 500 mila milioni di neuroni (quanti quelli di un cane) di cui i due terzi si trovano nei tentacoli, considerati “mini cervelli”, in grado di agire indipendentemente, di gustare, toccare e muoversi, mentre il cervello centrale riesce comunque ad esercitare un controllo diretto su ogni braccio.
Gli studi più recenti rivelano capacità cognitive ed una primitiva forma di empatia.
Nonostante ciò in Italia, come in
gran parte d'Europa, è possibile addirittura bollire vivo un polpo
principalmente a causa di un vuoto normativo riguardante la
protezione dei cefalopodi in quanto la legislazione europea e italiana sul
benessere animale si concentra principalmente sui vertebrati. I cefalopodi, pur
essendo animali dotati di notevole intelligenza e sensibilità, non sono inclusi
in modo esplicito nelle normative, quali quelle che impongono lo stordimento
obbligatorio prima dell'uccisione
Il polpo è un mollusco cefalopode ottopode, caratterizzato da un corpo ovale da cui si dipartono otto tentacoli provvisti di due file di ventose. La sua colorazione è cangiante e varia dal grigio al giallo, con la possibile presenza di macchie di diverso colore, tra verde, rosso e marrone. Vive principalmente nei bassi fondali costieri, preferendo habitat rocciosi, sabbiosi o praterie di posidonia, generalmente tra pochi metri e i 100-200 metri di profondità, anche se esistono specie che si spingono in acque più profonde. I polpi sono animali bentonici, legati al fondale, che sfruttano anfratti e fessure per nascondersi e cacciare.
PESCATO TUTTO L'ANNO CON SVARIATE TECNICHE BRUTALI
La lunghezza
totale può raggiungere anche il metro, sebbene
siano più comuni esemplari di dimensioni comprese tra i 20 e i 30 cm, con un
peso medio di 1–2 kg. La riduzione delle dimensioni è in parte dovuta
all’elevata pressione esercitata dalla pesca su questa specie, che ne
compromette i normali cicli riproduttivi.
La pesca del polpo, infatti, avviene durante tutto l’anno, nonostante il periodo riproduttivo si estenda generalmente da aprile a ottobre e si concentra prevalentemente su fondali rocciosi. Le catture avvengono sia con metodi professionali, come le reti a strascico, sia con sistemi cosiddetti artigianali, tra cui lenze, ami, polpare, nasse e reti da posta, usando esche vive come granchi e sarde.
UCCISO IN MODO CRUDELISSIMO O CONGELATO VIVO
Dopo il trauma
della pesca, spesso strappato via dalla propria tana, il polpo subisce diverse
procedure brutali, finalizzate a ucciderlo rapidamente per evitarne la fuga
(essendo un animale intelligente e abile) e per ammorbidire le sue carni. Il
polpo viene sbattuto con forza su rocce o sulla barca, oppure gli viene tirato
il mantello verso l’esterno, può essere ucciso anche con un morso tra gli occhi
o accoltellato nello stesso punto per distruggere il cervello, oppure viene
congelato vivo.
La pesca sta mettendo sotto pressione le popolazioni di polpo nel Mediterraneo e solo in Europa il numero di polpi catturati e macellati per scopi alimentari è aumentato esponenzialmente, specie in Spagna: ne consegue che sta diminuendo il numero di polpi selvatici. Dal 2015 al 2023 il numero di polpi catturati nel mondo è passato da 400 mila a 380 mila secondo la Fao. La sua intelligenza, la sua capacità di adattamento, potrebbero non bastare contro la sempre maggiore avidità umana ad aggravare la situazione vi è anche l’intenzione di sviluppare, in Spagna, il primo allevamento di polpi in grado di produrre 3.000 tonnellate di polpo all'anno.
SCARSA PROTEZIONE LEGALE
I polpi e altri cefalopodi sono
stati attenzionati e protetti dalla scienza nel tempo, senza finora mai
ricevere alcuna protezione legale, fino agli ultimi anni. In alcuni Paesi sta infatti
crescendo un movimento per i diritti del polpo.
Nel 2021 il governo del Regno Unito ha commissionato un rapporto pubblicato dalla London School of Economics le cui conclusioni hanno sottolineato che i polpi sono esseri senzienti bisognosi di protezione legale e che i presunti “allevamenti di polpi ad alto benessere” sono una realtà impossibile da realizzare. Ne è seguita la legge che nel Regno Unito vieta di bollire vivi i polpi (ma anche granchi e aragoste) e riconosce i polpi come esseri senzienti. Quest'anno, con il provvedimento 294/2024, Londra ha nuovamente esteso il divieto temporaneo - dal 28 aprile al 9 giugno - di pescare polpo nelle acque territoriali britanniche di Gibilterra.
Più recentemente, la Legge dello stato di Washington (USA) contro l’allevamento di polpi è la prima a vietare la pratica. Anche la California ha seguito l’esempio, diventando il secondo Stato USA a proibire l’allevamento di polpi, ma è la prima giurisdizione a estendere il divieto all'importazione, evitando così che la produzione venga spostata altrove.
Si tratta di divieti maturati dopo che la multinazionale Nueva Pescanova ha annunciato (già nel 2022) il progetto di realizzare in Spagna il primo allevamento di polpi della penisola iberica, in grado di macellare fino a 1 milione di animali l’anno. Nueva Pescanova ha già investito oltre 65 milioni di euro in un impianto che dovrebbe essere costruito nel porto di Las Palmas alle Canarie.
Per questo motivo le associazioni ambientaliste americane si sono unite a Eurogroup for animals per chiedere alla Ue di varare rigide norme a tutela di tutti gli esseri senzienti e di fermare la multinazionale pronta a macellare 100 mila polpi l'anno.
COSA PUOI FARE TU
Tu puoi fare la tua parte, diffondendo la conoscenza di questo animale, scegliendo di non contribuire alla sua sofferenza optando per valide alternative vegetali.
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