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"Venerdì Pesce": facciamo conoscenza con la Rana pescatrice

L'affascinante predatore invisibile dei fondali marini intensamente sfruttato dalla pesca commerciale

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Ultimo aggiornamento

venerdì 03 luglio 2026

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La rana pescatrice, conosciuta anche come coda di rospo, è un pesce appartenente alla famiglia Lophiidae. Il suo aspetto insolito la rende una delle specie più affascinanti e riconoscibili dei fondali marini.

Ha una testa molto grande, larga e appiattita, ricoperta da creste ossee e piccole spine. Anche la parte anteriore del corpo è schiacciata, mentre il resto assume una forma più affusolata. La pelle è liscia, priva di scaglie, e la bocca, enorme e rivolta verso l'alto, è armata di numerosi denti affilati, perfetti per catturare le prede.

La colorazione varia dal marrone-olivastro al violaceo sul dorso, mentre il ventre è bianco; le pinne sono bordate di scuro, permettendole di mimetizzarsi perfettamente con il fondale. La sua caratteristica più sorprendente è il primo raggio della pinna dorsale, trasformato in una sorta di "canna da pesca" chiamata illicio. All'estremità è presente una piccola escrescenza carnosa che funge da esca per attirare le prede.

La rana pescatrice può raggiungere dimensioni notevoli: alcuni individui arrivano fino a 2 metri di lunghezza e possono pesare circa 57 chilogrammi. Le femmine raggiungono la maturità sessuale intorno ai sei anni, quando misurano circa 90 centimetri, mentre i maschi maturano più precocemente, verso i quattro anni, con una lunghezza di circa 50 centimetri.

È un animale solitario e paziente, che trascorre gran parte della sua vita nascosto sul fondo del mare. Durante il giorno si infossa nella sabbia aiutandosi con le pinne pettorali, diventando quasi invisibile. Quando è il momento di cacciare, muove lentamente l'illicio davanti alla bocca, simulando il movimento di una piccola preda. L'estremità dell'appendice può apparire luminosa grazie alla presenza di batteri bioluminescenti che vivono in simbiosi con i suoi tessuti. Quando un pesce, incuriosito, si avvicina per mordere la falsa esca, la rana pescatrice spalanca improvvisamente la bocca e lo inghiotte in una frazione di secondo. È un predatore estremamente vorace, capace di catturare prede anche molto grandi nonostante conduca una vita prevalentemente sedentaria.

Il periodo riproduttivo va generalmente da gennaio a giugno. Le femmine depongono le uova in lunghi nastri gelatinosi che galleggiano nell'acqua. Da queste nascono larve molto diverse dagli adulti, che vivono in mare aperto (vita pelagica) prima di raggiungere il fondale e assumere l'aspetto tipico della specie.

La rana pescatrice è diffusa in un'ampia area geografica: si trova dal Mare del Nord, compreso il Mar Baltico, fino all'Oceano Atlantico ed è presente anche nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero. Vive su fondali sabbiosi e rocciosi a profondità comprese tra 20 e 1.000 metri, anche se può spingersi ancora più in profondità.

Attualmente la rana pescatrice non è considerata una specie a rischio di estinzione. Tuttavia, è intensamente sfruttata dalla pesca commerciale, soprattutto attraverso la pesca a strascico. Questa tecnica, oltre a catturare grandi quantità di individui di rana pescatrice, provocandone gravi sofferenze e una morte atroce, causa gravi danni ai fondali marini e la cattura accidentale di molte altre specie, contribuendo al deterioramento degli ecosistemi marini.

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