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"Venerdì Pesce": facciamo conoscenza con il pesce spada

La pesca una delle minacce più gravi per la sopravvivenza della specie, avendo causato una riduzione della popolazione stimata intorno al 70% negli ultimi decenni.

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venerdì 26 giugno 2026

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Fermiamo questa strage!

Nuotatore velocissimo, presente nelle zone tropicali, subtropicali, temperate e, in parte, fredde di tutti gli oceani, nonché nel mar Mediterraneo, è specie migratoria di lungo raggio (anche transoceanico, oltre a compiere spostamenti verticali sino a più di 3000 m di profondità) che alterna periodi di gregarismo a periodi di isolamento.

Il colore è grigio piombo o brunastro con riflessi violacei o rossastri sul dorso, argenteo sui fianchi, spesso con riflessi bronzei e biancastro sul ventre. La lunghezza arriva ai 300 cm esclusa la spada (circa 450 cm con la spada), per un peso stimato anche superiore ai 500 Kg e con una longevità che può andare oltre i 20 anni

Specie dotata di un particolare meccanismo fisiologico che consente di riscaldare l’encefalo e gli occhi fino a 20 °C sopra la temperatura ambientale, ha come caratteristica più nota ed evidente il grande sviluppo della mascella superiore che forma la tipica "spada", a sezione appiattita e tagliente e lunga circa 1/3 del corpo. Nella fase adulta (raggiunta tra i 2 e i 7 anni) è privo di denti, scaglie, pinne ventrali e linea laterale.

Predatore opportunista si nutre prettamente di cefalopodi, ma non disdegna neanche pesci come acciughe, sgombri e crostacei, tramortendo le prede con la propria spada.
Tra i predatori del pesce spada, invece, vi sono prettamente squali, come mako e verdesca, cetacei come il capodoglio e l’orca, ma anche e soprattutto l’essere umano.

Il pesce spada, infatti, ha suo malgrado una notevole importanza commerciale e viene pescato utilizzando generalmente palangari e reti a circuizione, nelle quali finisce anche come cattura accessoria nelle fasi di pesca al tonno. Inoltre, in alcune aree della Sicilia, come nello stretto di Messina, è residuale la pesca tradizionale con le “feluche”.

In ogni caso, secondo il regolamento delegato n. 191/2018 della Commissione Europea, nel Mediterraneo la taglia minima per la pesca e la commercializzazione è di 100 cm esclusa la spada, per un peso di 11,4 kg e nel caso di pesca sportiva lo stesso regolamento limita la cattura ad un solo individuo per barca.

Ma ovviamente questa normativa non è sufficiente. La IUCN classifica X. gladius come prossimo alla minaccia e la popolazione sfruttata in maniera maggiore è quella del mar Mediterraneo dove la pesca una delle minacce più gravi per la sopravvivenza della specie, avendo causato una riduzione della popolazione stimata intorno al 70% negli ultimi decenni. L'Italia gioca un ruolo centrale in questo scenario, poiché la flotta italiana è responsabile di circa il 45% delle catture complessive europee nella regione.

A questo si aggiunge anche la piaga delle pratiche illecite quali:

  • Uso delle "spadare": reti da posta derivanti e bandite a livello internazionale perché creano veri e propri "muri della morte";
  • Cattura di individui sotto taglia: circa un quarto del pesce spada pescato nel Mediterraneo è composto da individui giovanili, dei quali la vendita illegale blocca la riproduzione e il recupero della specie;
  • Violazione dei periodi di fermo pesca: la normativa europea prevede il divieto assoluto di pesca dal 1° gennaio al 31 marzo di ogni anno per proteggere la specie, ma questo divieto spesso non viene rispettato.

Inoltre, per massimizzare i profitti, tranci di squali oceanici, marlin e razze protette vengono spesso sbarcati illegalmente e spacciati fraudolentemente come pesce spada sui banchi dei mercati europei.

Fermiamo questa strage, scegli di non mangiare questi fantastici  animali!

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credit photo: focusjunior.it