La specie di pesce più allevata d'Europa, in gabbie in mare o in vasche a terra. Uccisa per asfissia in ghiaccio.
Con la rubrica Venerdì Pesce vogliamo offrire un’alternativa concreta: scegliere prodotti vegetali al posto del pesce e dei suoi derivati significa contribuire a ridurre lo sfruttamento intensivo e l'uccisione indiscriminata di miliardi di pesci. Un piccolo cambiamento nel piatto può fare una grande differenza per chi vive sott’acqua.
Dicentrarchus labrax: spigola (o branzino)
Il branzino, poi, si mostra ancora più virile dell'elefante. Quando infatti viene preso all'amo, è capace di estrarne la punta non dal corpo di un suo simile, ma dal suo stesso fianco: con un movimento alternato della testa da una parte e dall'altra, allarga la ferita e sopporta il dolore della lacerazione fin quando non riesce a fare uscire l'amo.
UN PESCE CURIOSO
Pesce osseo marino e d'acqua
salmastra della famiglia Moronidae, dal corpo affusolato, la testa allungata e
l’occhio piccolo, con una bocca grande che si allunga “a tubo” quando aperta. La
sua colorazione è argentea, con ventre bianco e dorso grigio, pieno di
fantastici riflessi argento, dorati, verdi o blu. I giovanili fino ai
10–15 cm di lunghezza hanno i fianchi punteggiati di scuro.
È una specie costiera, che popola ambienti di ogni tipo nei pressi della riva, sia con fondali duri che sabbiosi e, in quanto specie eurialina, penetra nel periodo estivo nelle acque salmastre di foci e lagune, potendo raggiungere anche acque dolci. Nel Mediterraneo, meno freddo rispetto ad altri mari in cui è diffusa la spigola, la maturità sessuale è tra i 2 e i 4 anni e la riproduzione avviene in mare nei mesi invernali, con uova pelagiche (galleggianti) che si schiudono in pochi giorni.
È un pesce molto curioso di tutto ciò che entra nel proprio territorio di caccia e spesso si avvicina anche ai subacquei. I giovani sono gregari, mentre gli adulti fanno vita tendenzialmente solitaria o in coppia. Cacciatrice più che altro notturna, la spigola viene influenzata e sfrutta sia la marea che le fasi lunari, che ne condizionano il comportamento alimentare e gli spostamenti. Si nutre di invertebrati di vario genere come crostacei, molluschi e pesci, ma gli adulti si nutrono anche di altri pesci come anguille, latterini e cefali
La pesca influisce sulla sopravvivenza di questa specie, sia per la competizione delle risorse con l’uomo che pesca intensivamente specie pelagiche di piccole dimensioni, che sono dieta della spigola, sia perché è una delle specie più pescate da pescatori, anche subacquei avvantaggiati dal comportamento curioso dell'animale.
LA SPECIE PIÙ ALLEVATA D'EUROPA
La spigola ha una taglia media è
di 40 cm (minimo 25 per essere pescata legalmente nel Mediterraneo) ma può
arrivare anche a 100 e pesare fino a 12 kg e raggiungere anche i 30 anni.
In allevamento, invece, non sopravvive neanche 2 anni, il tempo necessario per raggiungere la “taglia
commerciale” di circa 400 grammi, in un ciclo di produzione crudelmente
funzionale a garantire una crescita quanto più veloce in gabbie galleggianti o
in vasche a terra.
La spigola attualmente è la specie più allevata in Europa ed è stata il primo pesce marino, eccetto i salmonidi, a venire sfruttato negli allevamenti europei, dove i maggiori produttori sono Grecia, Turchia, Italia, Spagna, Croazia ed Egitto.
In Italia i poli principali per l’allevamento di questa specie sono in Toscana (Golfo di Follonica e laguna di Orbetello) e Puglia.
Si utilizzano prevalentemente gabbie in mare aperto e l’impatto sulla pesca di pesce c.d. foraggio (utilizzato per mangime di animali allevati) è notevole, considerando che le spigole, in quanto pesci predatori, necessitano di oltre 3 kg di proteine animali per produrre 1 kg di peso corporeo.
I sistemi di allevamento intensivo prevedono l’ingrasso in monocoltura sia in sistemi di recinti in profondità o gabbie galleggianti situati in aree costiere e offshore, sia in vasche a terra.
I recinti con reti sono il sistema di allevamento più sviluppato per l’allevamento di spigola in tutto il bacino del Mediterraneo. Sono solitamente di recinti forma circolare, con dimensioni variabili e sorretti da ampi collari in materiale plastico (PVC, polietilene) ai quali è fissata la rete, tenuta aperta tramite zavorre e cime tiranti. All’interno la densità di allevamento dovrebbe essere mantenuta tra i 15 e 25 kg/m3, numeri in ogni caso importanti se immaginiamo la costrizione in cui questi animali sono condannati rispetto alle condizioni naturali.
Le vasche a terra sono di dimensioni variabili e costruite con diversi materiali (es. cemento, vetroresina, bacini rivestiti in PVC), con densità di allevamento ancora più elevate rispetto alle produzioni in mare, che dovrebbero comunque non superare i 40 kg/m3.
Le tecnologie di allevamento sono diverse a seconda della fase evolutiva del pesce: le avannotterie sono strutture a terra che prevedono l’utilizzo di vasche servite da circuiti idrici chiusi o semi-chiusi e sistemi dedicati al mantenimento dei riproduttori e alle attività di riproduzione controllata e accrescimento larvale. Le larve sono alimentate per 4-6 settimane con prede vive, gradualmente sostituite da alimento inerte fino al completo svezzamento. Nel caso di avannotti destinati all’allevamento in gabbie a mare è previsto un periodo di pre-ingrasso in vasche a terra della durata di 2-3 mesi.
LA UCCISIONE AVVIENE PER ASFISSIA IN GHIACCIO
Una vita innaturale che termina
anche peggio, con l’uccisione che, il più delle volte, avviene per asfissia
in ghiaccio: i pesci vengono prelevati dalle reti e immersi
direttamente in vasche contenenti un'acqua/ghiaccio a temperature tra 0°C e 2°C. Un simile shock
termico provoca la morte per
ipotermia e asfissia, ma non nell’immediatezza, perché spesso il pesce è
ancora cosciente, e subisce un’agonia
tra i 5 e i 40 minuti, in cui mostra gli ultimi segni di stress e tentativi di
fuga da una vita di sfruttamento indicibile.
Gli impatti che questi allevamenti hanno sugli animali sono devastanti e, in generale, il rilascio di quantità elevate di deiezioni, mangimi, antibiotici e pesticidi nei mari determina un accumulo nei fondali di queste sostanze, alterando profondamente l’equilibrio degli ecosistemi costieri, minacciando la biodiversità e la salute degli organismi marini. L’assenza di regolamentazioni efficaci rende questi impianti un pericolo per animali, ambiente e salute.
COSA PUOI FARE TU
Aiutaci a proteggere la spigola e gli altri animali acquatici. Scegli di non mangiarli e opta per una alimentazione vegetale!
SCOPRI DI PIÙ SUGLI ANIMALI ACQUATICI E SUL LORO SFRUTTAMENTO