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"Venerdì Pesce": facciamo conoscenza con il tonno rosso

Un animale acquatico che non è a rischio solo per la pesca, ma anche per gli allevamenti da ingrasso.

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venerdì 01 maggio 2026

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Con la rubrica Venerdì Pesce vogliamo offrire un'alternativa concreta: scegliere prodotti vegetali al posto del pesce e dei suoi derivati significa contribuire a ridurre lo sfruttamento intensivo e l'uccisione indiscriminata di miliardi di animali acquatici. Un piccolo cambiamento nel piatto può fare una grande differenza per chi vive sott'acqua.

FAI CONOSCENZA CON IL TONNO ROSSO

Thunnus thynnus

Il tonno rosso è un simbolo del Mediterraneo e sicuramente uno dei predatori più affascinanti. Nelle nostre acque svolge un ruolo ecologico cruciale, contribuendo a mantenere l'equilibrio delle specie acquatiche e la salute degli ecosistemi marini.

È un pesce che può raggiungere i 3 metri per 700 kg, ha una colorazione blu acciaio e un corpo massiccio, con scaglie molto piccole che lo ricoprono e 7-8 pinnule.

Si nutre di pesci, calamari e crostacei pelagici, i suoi unici predatori sono l’orca, lo squalo bianco e l’uomo e ...vive fino a 40 anni! 

Il tonno rosso vive nell’Oceano Atlantico, nel Mediterraneo e nel Mar Nero, mari che attraversa compiendo grandi migrazioni grazie a caratteristiche anatomiche eccezionali: robusto e velocissimo, ha branchie e cuore molto sviluppati che gli permettono di raggiungere anche i 100 km/h di velocità. Inoltre il tonno è un pesce a sangue caldo e ha la capacità di mantenere la temperatura del corpo al di sopra di quella dell'ambiente acquatico circostante: ciò gli permette di nuotare in acque molto fredde e molto profonde (fino a 500 metri).

Per questi motivi  le rotte migratorie del tonno rosso, che vive e viaggia in grossi banchi, sono tra le più estese e complesse nel regno animale.

I tonni lasciano l'Atlantico settentrionale e attraversano lo Stretto di Gibilterra per entrare nel Mediterraneo, seguendo correnti superficiali verso acque più calde per deporre le uova, mentre in autunno, dopo la riproduzione, i tonni tornano verso l'Atlantico. Durante la riproduzione i tonni smettono di nutrirsi e per questo motivo i cosiddetti “tonni in entrata” nel Mediterraneo sono molto più grassi rispetto a quelli “di ritorno” verso l’Atlantico. È proprio in questa fase di migrazione primaverile per la riproduzione che il tonno viene braccato dalla pesca, sia commerciale, che illegale.

La pesca al tonno ha origini antichissime, ma è cambiata nel tempo. Prima  veniva pescato attraverso feluche con arpioni e tonnare di terra, mentre, ormai da tempo, il tonno è pescato d'altura con reti da circuizione. Si chiamano tonnare volanti e nella loro pesca fanno strage di tonni adulti e giovani, oltre che di altre specie.

Gli strumenti di localizzazione e le tecniche di pesca sono ormai molto sofisticati, permettendo di intercettare i tonni in grandi quantità quando questi si spostano. E proprio la conoscenza delle loro abitudini migratorie ha portato a un’attività più mirata e devastante per questa specie.

Da eccezionale predatore del Mediterraneo, il tonno è ben presto diventato una preda ed è infatti segnalato dall'IUNC (International Union for Conservation of Nature) come specie a rischio. Inoltre, dal 1996 l’ICCAT (Commissione Internazionale per la Conservazione dei Tonnidi dell’Atlantico) fissa le quote pesca, ovvero un tetto massimo alla cattura di tonno rosso, quote che spesso non vengono rispettate e aggirate dalla pesca illegale.

Ma il tonno rosso non è a rischio solo per la pesca, ma anche per gli allevamenti da ingrasso. È infatti una delle pochissime specie, tra l’altro a rischio, ad essere pescata selvatica, per poi essere ingrassata in allevamenti, prettamente Maltesi. Alcuni pescherecci che pescano tonno, infatti, lo trasportano in pessime condizioni presso gli allevamenti di Malta, dove ogni avannotto verrà ingrassato per essere poi venduto sul mercato asiatico, soprattutto Giappone, che predilige a differenza di quello europeo una carne grassa.

Nel Mediterraneo ogni anno circa 235.000 tonni giovani durante il periodo riproduttivo vengono pescati, prevalentemente con pesca a circuizione, poi trasferiti dalle reti di cattura a speciali gabbie di trasporto trainate in mare fino agli impianti di ingrasso, dove il loro peso aumenterà del 70% in meno di quattro mesi, quando verranno uccisi con uno sparo in testa, prima di essere spediti soprattutto verso il mercato asiatico.  Per ingrassare un singolo tonno in 4 mesi, vengono utilizzato 1500 kg di pesce azzurro.


La crudeltà dietro questa pratica è evidente: animali liberi, catturati giovani nel periodo riproduttivo, si feriscono nelle fasi di pesca e traino fino all’allevamento. Stremati,  feriti e affatto curati arrivano nell’impianto di ingrasso, sovraffollato, dove verranno privati dei loro bisogni primari: il nuoto per km, la migrazione, la predazione. Dopo 4 mesi di sfruttamento estremo, vengono uccisi nel loro mare, con un colpo di fucile in testa.

Anche l'impatto ambientale è significativo: oltre al depauperamento degli stock di pesce azzurro, l'allevamento del tonno produce elevate emissioni di CO2 e causa inquinamento marino nelle zone circostanti le gabbie.

 Il giro d'affari del tonno rosso è estremamente elevato e caratterizzato da un mercato con prezzi altissimi, specialmente per le aste giapponesi, e un mercato europeo in crescita. Basti pensare che all'inizio del 2026, un singolo tonno rosso da 243 kg è stato venduto all'asta a Tokyo per circa 2,8 milioni di euro.  Tra l’altro il tonno, come tutti i predatori marini, accumula elevate quantità di mercurio nella carne!

Nonostante questo, le quote di pesca per l'Italia per il triennio 2026-2028 sono state fissate a 6.182,610 tonnellate annue, con un aumento del 17% rispetto al 2025.

Una follia che specula sulla vita di questi fantastici e preziosissimi animali, fondamentali per la biodiversità e già specie a rischio.

Aiutaci a proteggerlo e scegli di non mangiare il re del Mediterraneo!

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