Home | Notizie | "Venerdì Pesce": facciamo conoscenza con la Vongola

"Venerdì Pesce": facciamo conoscenza con la Vongola

La loro azione filtrante porta le vongole ad accumulare contaminanti presenti nell'acqua con il conseguente rischio per la salute umana, attraverso il consumo, se provengono da aree inquinate o non trattate.

Leggi l'articolo

Ultimo aggiornamento

giovedì 26 marzo 2026

Topic


Condividi

Aiutaci a proteggerla e a chiedere maggiori tutele

Con la rubrica Venerdì Pesce vogliamo offrire un'alternativa concreta: scegliere prodotti vegetali al posto del pesce e dei suoi derivati significa contribuire a ridurre lo sfruttamento intensivo e l'uccisione indiscriminata di miliardi di animali acquatici. Un piccolo cambiamento nel piatto può fare una grande differenza per chi vive sott'acqua.


FAI CONOSCENZA CON LA VONGOLA
La vongola è un mollusco bivalve marino della famiglia Veneridae, molto comune nel Mar Adriatico e Mediterraneo. Vengono considerate organismi filtratori che vivono infossati nella sabbia e utilizzano i sifoni, uno inalante e uno esalante per aspirare acqua ricca di ossigeno e nutrimento e per espellere acqua filtrata e scarti.

La loro azione filtrante porta le vongole ad accumulare contaminanti presenti nell'acqua con il conseguente rischio per la salute umana, attraverso il consumo, se provengono da aree inquinate o non trattate.

Le vongole, a differenza di cozze e ostriche, si muovono, ma diversamente dalle cappesante non nuotano. Si spostano, infatti, usando un muscolo speciale a forma di "piede" estensibile, che fuoriesce dalla conchiglia e, attraverso contrazioni e rilassamenti ondulatori, permette loro di scavare nel fondale sabbioso.

Per gran parte della loro vita non si può distinguere se queste siano maschi o femmine poiché cambiano sesso nel corso della vita. Le vongole raggiungono la maturità sessuale dopo i primi 12 mesi di vita e si riproducono nel periodo che va dalla primavera all’estate, liberando milioni di uova che originano larve planctoniche. Queste larve, verso il 20esimo giorno di vita si depositano sui fondali marini iniziando il loro processo di crescita.

La durata della vita di una vongola in natura varia enormemente in base alla specie, passando dai circa 5 -10 anni delle comuni vongole commestibili (Chamelea gallina) a oltre 500 anni per la vongola oceanica. In allevamento, invece, tra la nascita e la vendita passano circa 2 anni.

L'allevamento della vongola, noto tecnicamente come venericoltura è diviso in fasi.

La prima fase consiste nel reperire le piccole vongole, chiamate "seme” tramite raccolta naturale dai fondali, o acquistando seme nato in incubatoi specializzati.

La seconda fase è la semina sui fondali sabbiosi e fangosi, solitamente in primavera.

In allevamento le vongole crescono sul fondo, protette da reti e si nutrono di fitoplancton presente nell’acqua.

In ultimo vi è la raccolta.
Dopo un periodo di crescita che varia da un anno (su terreni sabbiosi) a un anno e mezzo (su terreni fangosi), le vongole vengono raccolte.
La raccolta può essere eseguita con mezzi diversi (es. draghe idrauliche o turbosoffianti, rastrelli), in operazioni che possono danneggiare gusci e tessuti dei molluschi, poi trasferiti al centro di depurazione o di stabulazione, ad un'azienda di trasformazione o direttamente al centro di spedizione.

IL CASO DELLA VONGOLA FILIPPINA
Nel mar Mediterraneo sono considerate autoctone e “vongole per eccellenza” la Vongola Verace "Nostrana" (Ruditapes decussatus) e la Chamelea gallina (nota come vongola comune o lupino).

Purtroppo queste specie, una volta molto comuni, sono diventate rare per l'eccessivo sfruttamento negli allevamenti e pressione della pesca e nel tempo sono state soppiantate, dalla vongola verace filippina (Ruditapes philippinarum).

La vongola filippina è stata introdotta volontariamente in Europa nel corso degli anni ‘70, ed in Italia nel marzo 1983 dove, dalle valli di Comacchio, in pochi anni quasi completamente soppiantato la vongola verace mediterranea. La vongola filippina presenta una velocità di crescita superiore a quella della forma autoctona e meglio sopporta fenomeni di distrofia delle acque e di stress climatico e allevatoriale.

Vista l’importanza assunta dalla vongola filippina in questo settore, l’Unione Europea, nel Regolamento n. 708 dell’11 giugno 2007, ha indicato la specie philippinarum come entità che può essere liberamente utilizzata a fini dell’acquacoltura, senza obbligo di ottemperare alle procedure previste per le specie alloctone. Di fatto gli allevatori sono esentati dagli obblighi burocratici previsti per le specie alloctone.

Ciò sembra ancora più assurdo se si osserva come altre specie alloctone, chiamate aliene ed invasive, vengono considerate: due pesi e due misure, dettati dagli interessi economici, per vongole filippine e per il granchio blu, ad esempio, alloctono, ma demonizzato come invasivo distruttore di habitat autoctoni e da eliminare.

COSA PUOI FARE TU
Ricorda che le tue scelte quotidiane a tavola fanno la differenza, scegli di non mangiare animali acquatici, opta per una alternativa vegetale!

SCOPRI DI PIÙ SUGLI ANIMALI ACQUATICI E SUL LORO SFRUTTAMENTO