Salvato grazie all'intervento dello Sportello LAV contro i maltrattamenti sugli animali di Lucca
Alcune volte il caso può cambiare una vita e la storia del cane Cicho ne è la dimostrazione. Una mattina come tante altre un ufficiale giudiziario si reca a eseguire uno sfratto in un appartamento della città di Lucca. Il suo sguardo viene catturato da qualcosa che si muove nella casa vicina a quella in cui stava entrando: su un terrazzo c’è un cane solo, scheletrico, intrappolato in uno spazio sporco, non ha cibo né acqua. Nonostante la situazione di disagio del cane non sia di sua competenza né responsabilità, l’ufficiale giudiziario decide di non voler ignorare l’animale, ma anzi di portarlo in salvo. Contatta quindi la responsabile dello Sportello LAV contro i maltrattamenti sugli animali di Lucca e fa in modo che, a seguito della segnalazione, una volontaria LAV si rechi sul posto.

Il cane, il cui nome è Cicho, viene trovato denutrito, disidratato e circondato dalla sporcizia e dal degrado. Una creatura abbandonata a sé stessa, senza amore né cure. L’ufficiale giudiziario inizia a occuparsi di lui, portandogli da mangiare e facendogli compagnia, in attesa che il cane venga sottratto a questo destino di sofferenza.
LAV presenta subito una richiesta formale d’intervento ai Carabinieri e chiede che sia disposto il sequestro del cane, da affidare all’Associazione per garantirgli cure, protezione e dignità. La risposta dei Carabinieri è immediata: gli agenti intervengono, documentano la condizione drammatica del cane e riscontrano gli estremi del reato di maltrattamento. Il sequestro viene quindi disposto. La responsabile dello Sportello LAV si dirige immediatamente a prendere Cicho, ufficialmente affidato in custodia giudiziaria a LAV, e lo carica sulla macchina per portarlo al sicuro. Il cane non si volta mai indietro, mentre viene portato via da quella prigione. È pronto, infatti, a lasciarsi alle spalle tutto il dolore che ha provato e a cominciare una nuova vita.
La prima visita dal veterinario mostra che Cicho è pieno di parassiti, ha un’otite cronica mai curata e soffre di malassorbimento intestinale, dovuto ad una dieta fatta esclusivamente di scarti. Il cane inizia così un percorso di recupero con una educatrice cinofila e in poche settimane comincia già a stare meglio. Arriva poi lo stallo casalingo: un divano, una carezza, una ciotola piena. Per la prima volta, Cicho vive una vita da cane amato.
Oggi Cicho ha dieci anni e sta bene, aspetta solo un lieto fine: una nuova famiglia che lo adotti. La storia di Cicho ci insegna che salvare una vita è possibile. Serve un cuore che non si giri dall’altra parte, un sistema che risponda e una rete che si attivi. Serve l’umanità e la sensibilità giusta per salvare un animale in difficoltà.
Per informazioni sull’adozione contattare il numero +39 3460873979.