I volontari LAV gli tolgono subito i collari e lo portano in passeggiata: il cane rinasce. Oggi cerca una famiglia.
In piena estate, a luglio, quando il caldo non concede tregua a nessuno, lo Sportello LAV contro i maltrattamenti sugli animali di Bologna riceve una segnalazione. C’è un cane, costretto da mesi a vivere con un collare elisabettiano, che viene lasciato da solo giorno e notte nel cortile di casa, sotto un sole che sfiora i quaranta gradi. Il suo nome è Cody.
I volontari dello Sportello LAV si recano immediatamente sul posto. Trovano un molosso giovane, dagli occhi buoni. La famiglia ci spiega che il cane, a loro dire, resta in giardino solo di giorno e rientra in casa la notte. Ha una ferita aperta sulla zampa anteriore sinistra e, proprio per questo, sostengono di essere costretti a tenergli il collare elisabettiano ventiquattr’ore su ventiquattro.
In realtà i collari sono due, messi uno sull’altro: una sorta di armatura inutile che non solo gli impedisce ogni movimento naturale, ma che amplifica il suo disagio e il calore soffocante di quei giorni. Cody ansima, si lamenta, abbaia, cerca in ogni modo di chiedere aiuto.

Parlando con la famiglia emerge un dettaglio fondamentale: Cody non è loro, ma della figlia. Una figlia che, per via di impegni lavorativi importanti, non riesce più a occuparsi di lui come dovrebbe. A quel punto LAV cerca almeno di alleggerire la sua condizione e suggerisce di sostituire i due collari rigidi con uno più morbido, una sorta di “salvagente”, e offre supporto per riportarlo in passeggiata. Cody, si viene a sapere, non usciva più da mesi.
Fino ad agosto la situazione resta incerta, sospesa. Durante le vacanze estive Cody viene lasciato in pensione, poi a settembre rientra a casa. Ed è lì che tutto precipita. Le segnalazioni ricominciano, una dopo l’altra: Cody è di nuovo sempre fuori, giorno e notte. I due collari sono tornati. Nessuna passeggiata. Nessuna cura.
Questa volta, con il consenso della famiglia che nel frattempo si dice disponibile a un passaggio di proprietà, lo Sportello LAV interviene. Al recupero, Cody è irriconoscibile: non oppone resistenza, non protesta. È rassegnato, svuotato, come se avesse smesso di aspettarsi qualsiasi cosa di buono.
I volontari LAV gli tolgono subito i collari e lo portano in passeggiata. Ed è lì che accade qualcosa di semplice e potentissimo: Cody cambia. Passo dopo passo, il corpo si scioglie, lo sguardo si accende, la coda prende vita. La gioia esplode all’improvviso, come se fosse rimasta compressa per mesi, in silenzio.
In struttura Cody rinasce. È reattivo, curioso, felice. La ferita – che sembra avere origine dallo stress – sta lentamente rimarginando, insieme a qualcosa di più profondo. Oggi Cody è un cane che ha ritrovato sé stesso e ora aspetta solo una cosa: una vera famiglia, capace di guardarlo non come un peso, ma come la meravigliosa presenza che è.
Per informazioni sull'adozione: scrivere a maltrattamentibologna@lav.it; oppure chiamare i numeri 3474301324 (Silvia Badalussi) e 351 631 5577.