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Lyla, la cagnolina salvata dalla prigionia in gabbia e restituita alla vita

Nella solitudine di una casa di Bari, una cagnetta stava lentamente morendo nell’indifferenza. Grazie a una segnalazione, lo Sportello LAV contro i maltrattamenti di Bari è potuto intervenire e salvarla.

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Ultimo aggiornamento

lunedì 05 gennaio 2026

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Segnalare è il primo passo per salvare un animale!

A Bari, nella solitudine di una casa di campagna, una cagnetta stava lentamente morendo nell’indifferenza. Rinchiusa da tempo in una gabbia, senza acqua né cibo, viveva in condizioni di estrema sofferenza, invisibile a quasi tutti. A salvarla è stato lo sguardo attento di chi passava lì davanti ogni giorno e ha deciso che quella vita non poteva essere ignorata, segnalando il caso allo Sportello LAV contro i maltrattamenti sugli animali di Bari.

Dopo alcuni sopralluoghi, i volontari LAV hanno capito che non potevano restare indifferenti. Al momento del ritrovamento la cagnolina era magrissima, affamata e stremata; non riusciva nemmeno a camminare, perché costretta da sempre in uno spazio angusto, sporco di escrementi, senza alcuna possibilità di muoversi.

Nel tentativo di ricostruire la sua storia, i volontari hanno raccolto alcune informazioni da chi l’aveva notata in quelle condizioni. La cagnetta apparteneva alla famiglia che viveva in una casa di campagna. Dopo la morte del suo umano, la moglie era stata ricoverata e l’animale era rimasto lì, completamente solo, abbandonato al proprio destino.

Il segnalante ha riferito anche una situazione di forte pericolo: il figlio della famiglia, un suo collega, gli avrebbe detto che il cane doveva morire lì. E quando lui aveva provato a sollecitare un intervento per salvare l’animale, era stato minacciato. Di fronte a un rischio così grave e immediato, i volontari LAV hanno deciso di intervenire per mettere l’animale in salvo.

La cagnetta è stata portata dal veterinario, dove sono stati effettuati vaccini, analisi e tutti gli accertamenti necessari. Grazie alle cure ricevute, ha iniziato lentamente a riprendersi. È stata sterilizzata e attualmente è ancora in cura per una bronchite, ma le sue condizioni sono in netto miglioramento.

A questa piccola sopravvissuta è stato dato il nome Lyla. Oggi Lyla è al sicuro e può finalmente iniziare una nuova vita in famiglia, lontana dalla sofferenza e dalla paura, grazie all’intervento dei volontari LAV.