In Senato le nostre 53 mila firme per il 50% dei fondi alla ricerca senza animali

Questa mattina siamo stati ricevuti - insieme a una delegazione di quattro brillanti ricercatrici - dalla Presidente del Senato Elisabetta Casellati, a Palazzo Madama, alla quale abbiamo consegnato le 53.000 firme raccolte per chiedere a Parlamento Governo di destinare almeno il 50% dei fondi stanziati per la ricerca in ambito biomedico e sanitario, ai metodi di ricerca senza uso di animali: etici, utili e scientificamente affidabili.

Chiediamo che il Senato si attivi e faccia diventare Legge la nostra istanza. Nelle prossime settimane le firme saranno consegnate anche ai Ministri della Salute, della ricerca scientifica e tecnologica e al Presidente della Camera. 

Con le nostre risorse abbiamo contribuito a finanziare borse di studio a favore di ricerche senza animali, e le 53.000 persone che hanno firmato in pochi mesi la nostra petizione, oltre a permetterci di favorire lo sviluppo di importanti conoscenze e applicazioni nel campo dei test che non impiegano animali, hanno offerto un’opportunità di lavoro a giovani ricercatrici di Università pubbliche, impegnate nel mettere a punto protocolli sperimentali che hanno avuto anche riconoscimenti scientifici internazionali.

I modelli sperimentali senza animali sono una realtà promettente su cui investe l’Europa e il contesto mondiale, ma al momento non è previsto alcun finanziamento né per svilupparli né per implementarli, lasciando la legge silente. 
 

Per solo tre anni sono stati stanziati in Italia 500.000 euro, mentre, per fare un confronto, la Germania ha investito 50 milioni di euro quindi 100 volte di più rispetto al nostro Paese. Inoltre, dal 2017 in Italia non ci sono più nemmeno questi pochi fondi, lasciando arrancare le piccole e grandi realtà della ricerca pubblica.

E' necessario un cambiamento culturale e scientifico concreto e un finanziamento tangibile, se vogliamo che la ricerca in Italia possa offrire posti di lavoro, un futuro ai malati e una garanzia economica per chi investe nel nostro Paese.

COMUNICATO STAMPA