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Sequestro dei cani a San Giuseppe Jato

La nostra sede di Palermo fa chiarezza sulla condizione dei cani e sulle operazioni di affidamento

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Ultimo aggiornamento

venerdì 21 agosto 2026

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Animali familiari

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Nessun abbandono. L’intervento è stato coordinato da autorità giudiziaria e forze dell’ordine. Ora servono trasferimenti e una soluzione definitiva per tutti gli animali.

A seguito delle notizie e delle ricostruzioni circolate nelle ultime settimane sul caso dei cani sequestrati a San Giuseppe Jato, riteniamo necessario fare chiarezza sulle attività svolte fin dall’avvio dell’operazione e sugli interventi ancora in corso.

Il caso riguarda una situazione di accumulo di animali (animal hoarding) che si protrae da circa vent’anni, conosciuta da tempo e mai arrivata, fino a oggi, a una soluzione definitiva.

Ci siamo resi disponibili a collaborare alle operazioni di sequestro previste per il 6 luglio scorso. In quella fase, le forze dell’ordine avevano concordato con le associazioni coinvolte il numero di cani che ciascuna avrebbe potuto prendere in affidamento. A noi era stato richiesto di accogliere otto cani, per i quali l’associazione si è immediatamente organizzata predisponendo spazi e trasporto. Durante l’intervento, abbiamo inoltre supportato ASP e Carabinieri nell’identificazione di 94 cani, risultati quasi tutti privi di microchip – soltanto 3 ne erano provvisti – e tutti non sterilizzati.

Due giorni dopo, l’associazione è tornata sul posto insieme alle forze dell’ordine, con l’obiettivo di portare fuori dalla proprietà il maggior numero possibile di femmine e tutte le cucciolate presenti. In quell’occasione abbiamo trasportato altri 34 animali, tutte femmine tra madri e cuccioli, destinandoli al canile sanitario di Carini, a carico del Sindaco.

Fin dai primi giorni abbiamo inoltre chiesto che le cagne rimaste all’interno della proprietà venissero sterilizzate con urgenza, per evitare il ripetersi di nuove cucciolate, e ha inviato una PEC al Sindaco sollecitando il trasferimento dei cani ancora presenti in una struttura convenzionata. L’associazione ha anche chiesto un incontro per affrontare in collaborazione con i Servizi Sociali la complessità di una situazione di animal hoarding. Ad oggi, il Sindaco non ha dato riscontro alla richiesta di incontro.

Parallelamente, abbiamo rivolto un appello ad altre associazioni affinché potessero prendere ulteriori cani in affidamento, senza però ricevere disponibilità sufficienti a consentire l’immediato trasferimento di tutti gli animali. Abbiamo quindi incaricato un avvocato di interfacciarsi con l’autorità giudiziaria e di trovare la soluzione processuale più adeguata a garantire ai cani una nuova vita il prima possibile, tra l’altro mantenendo costantemente i contatti con le forze dell’ordine.

Nel frattempo, ci è stata comunicata la possibilità di procedere alla sterilizzazione dei cani attraverso l’ASP presso il canile municipale di Palermo, senza costi a carico dei volontari. L’avvio di questa fase è stato collegato alla riapertura degli uffici dopo la pausa estiva.

Nella settimana di Ferragosto, il proprietario dei cani ha nuovamente contattato alcune delle persone che in precedenza gli avevano fornito sostegno, chiedendo l’invio di cibo. Alcuni donatori si sono quindi attivati per continuare a garantire l’approvvigionamento alimentare degli animali. Anche noi, pur ribadendo la necessità che i cani vengano al più presto trasferiti e messi in sicurezza, abbiamo sottolineato che fino a quando gli animali restano all’interno della proprietà devono comunque poter ricevere cibo e acqua.

Con la riapertura degli uffici e dei servizi competenti, si è aperta ora una nuova fase dell’intervento. Come già evidenziato dall’associazione, una situazione di questa complessità non può essere risolta in un solo giorno: tutte le operazioni sono state coordinate dall’autorità giudiziaria e dalle forze dell’ordine e si sono sviluppate sulla base delle indicazioni e delle possibilità operative concordate con le autorità competenti. Nessun cane è stato abbandonato e nessuna associazione ha smesso di occuparsi della situazione.

Le prime cagne sono già state portate in canile per essere sterilizzate, altre seguiranno a breve e ulteriori animali saranno presi in affidamento da noi, sempre previa sterilizzazione presso il canile. Le cagne affidate all’associazione fin dal primo giorno saranno invece sterilizzate a nostre spese.

Quello di San Giuseppe Jato è un caso estremamente grave e complesso, che si trascina da circa vent’anni.In tanti erano a conoscenza di questa situazione, ma per troppo tempo non si è arrivati a una soluzione. LAV è intervenuta fin dall’avvio del sequestro, in coordinamento con le autorità, prendendo in carico gli animali che poteva accogliere e continuando a lavorare perché il maggior numero possibile di cani possa essere trasferito, curato e sterilizzato. Come abbiamo sempre detto fin dall’inizio vogliamo che tutti gli animali vengano rapidamente portati via da quella proprietà, sottoposti alle necessarie cure e sterilizzati, che l’area venga bonificata con urgenza e che le persone coinvolte nella situazione di accumulo vengano prese in carico dai servizi competenti. Solo così sarà possibile interrompere definitivamente una situazione che va avanti da decenni e impedire che un simile gravissimo reato a danno degli animali possa ripetersi. Giorgia Matesi , Responsabile LAV sede di Palermo

Continueremo a seguire il caso e a lavorare, insieme alle autorità competenti, per arrivare a una soluzione definitiva per tutti i cani coinvolti.