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Roma: Sfattoria, denunciamo l'inadempienza della Regione Lazio e del Comune

Le due istituzioni sono custodi giudiziari degli animali ospitati nella struttura.

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Ultimo aggiornamento

martedì 03 febbraio 2026

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Animali negli allevamenti

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Necessario intervento urgente

Con LNDC Animal Protection, ENPA e Rete dei santuari di animali liberi interveniamo con l’intento di chiarire i fatti che hanno portato alla situazione attuale degli animali che si trovano presso La Sfattoria e di denunciare pubblicamente l’inadempienza delle istituzioni, Regione Lazio e Comune di Roma, custodi giudiziari degli animali sequestrati.

La vicenda della Sfattoria diventa famosa nel 2022 quando, nel mese di agosto, in seguito alla registrazione di alcuni casi di peste suina africana nei cinghiali in diverse zone d’Italia, viene disposta la misura dell’uccisione preventiva per tutti i suidi (maiali, cinghiali e ibridi) ospitati presso La Sfattoria.

IL RICORSO DELLE ASSOCIAZIONI
Per opporsi a quel decreto di morte noi di LAV con LNDC Animal Protection, ENPA e Rete dei santuari, insieme ad altre associazioni, abbiamo fatto ricorso contro l’ASL Roma 1 e vincono al TAR del Lazio con una sentenza importantissima che annulla l’ordinanza dell’ASL e mette al sicuro tutti gli animali ospitati. Questa sentenza sancisce un importante precedente sulla necessità di rispettare la natura di luoghi come rifugi e santuari per animali salvati, sottratti al maltrattamento e allo sfruttamento, che non possono diventare vittime di misure cruente come le uccisioni preventive.

FORTI CRITICITÀ NELLA GESTIONE DEGLI ANIMALI OSPITATI
La situazione però evolve negli anni in modo negativo: emergono forti criticità nelle modalità di gestione attuate da parte dei responsabili del rifugio. Le testimonianze raccolte delineano una situazione molto grave con animali denutriti, in sovrannumero e detenuti in condizioni non adeguate che, nel giugno 2025, portano noi associazioni a denunciare per maltrattamento la responsabile e quindi al sequestro di tutti gli animali.  Solo in quel momento è stato possibile per noi associazioni entrare al rifugio e constatare le condizioni degli animali. Fino ad allora, infatti, diversi volontari che già operavano nel rifugio e cercavano di ottenere un miglioramento erano stati allontanati. Solo l’ASL che accedeva per operare la vigilanza sanitaria aveva contezza di quanto accadeva all’interno del rifugio.

IL SEQUESTRO E LA CUSTODIA GIUDIZIARA AFFIDATA AD ASL E REGIONE
Dal giugno 2025, con il sequestro, gli animali 'domestici', tra cui i maiali, sono stati affidati in custodia giudiziaria al Comune di Roma, mentre i cinghiali e gli ibridi, in quanto animali selvatici, alla Regione Lazio.

LA COSTANTE PRESENZA DEI VOLONTARI
Da quel momento, i volontari delle sedi locali delle associazioni LAV, LNDC Animal Protection e ENPA hanno garantito costante presenza all’interno della Sfattoria per accudire gli animali, ottenendo l’autorizzazione a fornire un supporto nella attività di custodia operativa. In pochi mesi alcune delle numerose prescrizioni impartite dalla ASL Roma 1 ai custodi giudiziari sono state eseguite, tra cui la sterilizzazione dei felini e dei suini da parte dei veterinari incaricati dal Comune di Roma. Tuttavia, se il Comune si è fatto parzialmente carico, oltre che delle sterilizzazioni, anche della fornitura di mangime e dell’attuazione di alcuni lavori per migliorare la struttura, la Regione è stata completamente assente. 
Noi associazioni ci siamo pertanto ritrovate a doverci fare carico dell’acquisto di mangime, attrezzature e materiali per la costruzione delle recinzioni, per un totale di oltre 25 mila euro.

LE AMMINISTRAZIONI DEVONO RISPETTARE I DOVERI DI CUSTODIA
Grazie all’enorme sforzo dei volontari numerosi animali sono stati liberati dalle stalle perennemente chiuse e hanno potuto vedere la luce del sole. Sono rimaste tuttavia numerosissime criticità sia dal punto di vista sanitario che strutturale; pertanto, come associazioni abbiamo a più riprese contattato le amministrazioni per chiedere il rispetto dei loro doveri di custodia.

Non ricevendo riscontri, in data 12.12.2025, abbiamo formalmente comunicato a Comune e Regione l’impossibilità di continuare a farci carico della situazione, informando al contempo la Procura della Repubblica che a partire dal 1° gennaio 2026 non avremmo più potuto proseguire nelle attività di accudimento, ribadendo le gravi responsabilità degli enti.  Anche in questo caso, nessuna risposta è arrivata da parte delle istituzioni.

COME ASSOCIAZIONI DENUNCIAMO
In data 23.01.2026, come associazioni abbiamo presentato denuncia contro la Regione Lazio per condotta omissiva rispetto agli animali selvatici di cui è formale custode.

NECESSARIO INTERVENTO URGENTE
Ad oggi, la situazione richiede urgente intervento da parte dei custodi giudiziari responsabili per il mantenimento, le cure e il benessere degli animali presso La Sfattoria. Come associazioni abbiamo sempre ribadito le nostre intenzioni, la volontà e la possibilità di supporto,  ma non possiamo sostituirci alle istituzioni dello Stato, che operano con ben altri mezzi e hanno la responsabilità giuridica della situazione.