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Siena: Tribunale condanna noto fantino e un veterinario per falso e altri reati

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Ultimo aggiornamento

martedì 18 giugno 2019

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“Una verità processuale clamorosa, una battaglia giudiziaria senza precedenti, che abbiamo condotto a difesa dei cavalli e per fare luce su "trucchetti” inquietanti avvenuti sulla pelle dei cavalli"

Con queste parole commentiamo la sentenza con la quale ieri sera il Tribunale di Siena ha condannato un noto fantino a complessivi 4 anni e 10 mesi di reclusione e all'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni (oltre al pagamento di spese e risarcimento danni) e un medico veterinario a 2 anni e 3 mesi di reclusione.

Sono stati ampiamente provati gli scambi di cavalli, ovvero l'ipotesi della sostituzione di microchip identificativo per poter far passare dei cavalli come mezzosangue e farli correre al Palio di Siena, e dunque sono stati sanzionati con la dovuta severità in quanto fatti gravissimi afferma Nadia Zurlo, responsabile LAV Area Equidi – I reati accertati nel corso di questo processo di primo grado svelano parte dei retroscena inquietanti e evidenziano chiaramente quanto questi animali non siano altro che strumenti da far fruttare economicamente. Resta la delusione per i capi di imputazione (sulle somministrazioni farmacologiche e il maltrattamento) che invece non sono stati riconosciuti e per la mancata confisca dei cavalli: Attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza, e ci auguriamo che questa importante sentenza di condanna possa contribuire ad aumentare la sensibilità, anche giuridica, e il rispetto, a cominciare da quello etologico, verso i cavalli ancora usati in Palii e competizioni.”

Nello specifico, secondo il dispositivo della sentenza, le condanne si riferiscono ai seguenti reati
 

Il fantino è stato condannato per:

  • soppressione, distruzione e occultamento di atti veri (art. 490 c.p.)
  • falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici (art. 476 c.p.)
  • falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici (art. 479 c.p.)
  • falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico (art. 483 c.p.)

Il Medico veterinario imputato è stato condannato per il reato di:

  • falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici (art. 476 c.p.)

Entrambi sono stati condannati per i reati di:

  • falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni ammnistrative (art. 477 c.p.)
  • falsità materiale commessa dal privato (art. 482 c.p.)

In considerazione della gravità delle azioni delittuose emerse nel corso del processo, sarebbe stato importante ottenere la confisca obbligatoria dei cavalli coinvolti: un principio di civiltà giuridica, perché le vittime non devono mai rimane nelle mani di coloro che si rendono responsabili di reati.

L’auspicio è che questa clamorosa pagina giudiziaria possa essere l’occasione, in particolare per una città come Siena - la cui Amministrazione è tra le numerose parti civili e manda a correre i cavalli ogni anno al Palio - per ripensare in senso etico il suo rapporto con i cavalli, perché simili vicende giudiziarie, per chi gli animali li ama e li rispetta, sono davvero inquietanti.

 

La LAV ringrazia l’Avv. Enrico Melis per l’assistenza legale fornita.