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Sleddog, traino slitte con cani: il Presidente del CONI incontra LAV

Consegnate le 10 mila firme raccolte per fermarlo e chiesta la fine del riconoscimento come disciplina sportiva in Italia.

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Ultimo aggiornamento

lunedì 20 aprile 2026

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Portate all'attenzione le criticità dello sleddog

Si è svolto oggi l’incontro tra LAV e il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio, dopo che nelle scorse settimane il Ministro per lo Sport Andrea Abodi aveva ricevuto il nostro Presidente e una delegazione in rappresentanza dell’associazione. 

Entrambi gli incontri sono stati da noi richiesti a seguito della denuncia e del sequestro di 37 Alaskan Husky a Lavarone in Trentino utilizzati per lo sleddog, il traino delle slitte con cani, disciplina riconosciuta dal CONI.     

Proprio da quel caso – che ha evidenziato condizioni di detenzione incompatibili con il benessere degli animali in un contesto presentato peraltro come attività turistico-sportiva – è partita la nostra  mobilitazione nazionale, che raccolto 10 mila firme e portato all’attenzione delle Istituzioni le criticità strutturali dello sleddog e le lacune normative e regolamentari. 

Nel corso dell’incontro abbiamo consegnato al Ministro le firme raccolte e la documentazione fotografica sui cani sequestrati a Lavarone. In quella vicenda, abbiamo accolto 35 dei 37 cani sequestrati, due sono stati accolti da un’associazione locale, garantendo loro assistenza veterinaria, ricollocazione e recupero. 

Il Presidente del Coni Luciano Buonfiglio si è mostrato interessato al tema e ha comunicato che farà valutare dai suoi tecnici il contenuto del materiale lasciatogli.

In entrambi gli incontri abbiamo  illustrato come lo sleddog, anche quando presentato come attività turistica o sportiva, comporti una gestione degli animali basata su logiche di prestazione, selezione e utilizzo, incompatibili con il riconoscimento del cane come essere senziente. Sono state inoltre evidenziate le contraddizioni con il Decreto Legislativo 36/2021, che vieta coercizione e costrizione nell’ambito sportivo. 

Nel dettaglio, abbiamo chiesto al Ministro: 

  • la rimozione del riconoscimento dello sleddog come disciplina sportiva; 
  • l’esclusione dal CONI della FIDASC, Federazione Italiana Discipline Armi Sportive da Caccia 
  • l’avvio di un percorso normativo che vieti il traino e le competizioni con cani. 

Non si tratta di migliorare le regole, ma di riconoscere che gli animali non possono essere strumenti di sport o intrattenimento. Il caso di Lavarone dimostra che il problema non è episodico, ma strutturale e può emergere anche in contesti apparentemente regolati e promossi.”

Il riconoscimento sportivo dello sleddog non è una questione tecnica, ma una scelta politica, che non a caso questa non è una disciplina olimpica e chiede al Governo e al Parlamento di assumersi la responsabilità di superare definitivamente pratiche che implicano l’utilizzo degli animali come mezzi per fini ricreativi o competitivi, adottando misure normative coerenti con il principio del loro benessere e della loro tutela come esseri senzienti.