Soccorso stradale animali, prima indagine LAV. Chiediamo un numero unico per le emergenze

A otto anni dalla legge che in Italia ha riconosciuto, grazie a una nostra proposta, il ruolo delle ambulanze per il soccorso veterinario, diffondiamo la prima indagine conoscitiva sul tema. Il mancato soccorso di animali è, infatti, un illecito amministrativo oltre che una questione morale e di sicurezza stradale, che può rientrare nella disciplina del reato di maltrattamento o di uccisione di animali, nei casi più tragici.

L’utente della strada, in caso di incidente stradale comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi un danno a uno o più animali, così come chiunque sia coinvolto nell’evento, ha l’obbligo di fermarsi e di porre ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali. Se il cittadino ha il dovere di fermarsi e di attivarsi per prestare aiuto a un animale vittima sulla strada, i Comuni e i Servizi Veterinari, a seconda della legge regionale, devono garantire il servizio di pronto soccorso veterinario.

All’indomani dell’approvazione della Legge, nel luglio 2010, il Ministero della Salute con una nota indirizzata ai Servizi Veterinari Regionali e ai Comuni, aveva richiamato la necessità di assicurare il servizio di reperibilità e pronto soccorso da parte delle Amministrazioni competenti. L’adeguato e tempestivo soccorso in caso di incidente stradale è peraltro un tema di grande e drammatica attualità, anche per i quattro zampe. Ma come viene espletato il servizio? Con quali mezzi i Comuni e i Servizi Veterinari pubblici e privati si sono attrezzati? Quanti Comuni e Servizi Veterinari si sono attrezzati con il servizio di ambulanze veterinarie? Abbiamo svolto la prima indagine conoscitiva su questo tema per iniziare a censire qual è la disponibilità di mezzi dedicati al soccorso animale, tra cui le ambulanze veterinarie che vedono la loro legittimazione nella Legge 120/2010.

Per questa prima indagine conoscitiva abbiamo interpellato, nel 2017:

32 Concessionari autostradali
106 Servizi Veterinari pubblici
30 Comuni Capoluogo, oltre ai dati raccolti attraverso le Sedi LAV

IL SERVIZIO PUBBLICO DIRETTO: dalle risposte che ci sono pervenute, risulta limitato alla disponibilità di una sola ambulanza veterinaria (in possesso dell’ULSS 2 Marca Trevigiana – Asolo), mentre il ricorso ad “altri mezzi” di soccorso è di 44 unità. Spiccano la ASL di Taranto (6 mezzi), la ASL 2 Liguria (4 mezzi), le ATS di Insubria, Brescia e di Pavia (3 mezzi).

IL SERVIZIO PUBBLICO TRAMITE CONVENZIONI CON TERZI: risulta il servizio di soccorso stradale prevalente per gli animali, con disponibilità di 24 ambulanze e di 83 “altri mezzi” da parte di terzi (associazioni, Croce Rossa/Gialla/Bianca, veterinari). La Asl di Caserta e di Roma 2 svolgono il servizio con 3 ambulanze tramite ditte convenzionate, e sia ASL di Asti sia Catania lo svolgono con terzi che dispongono di due ambulanze ciascuno. La AAS 2 Bassa Friulana Isontina si avvale di convenzioni esterne con disponibilità di 4 mezzi ciascuna, Modena si avvale di 6 altri mezzi, ULSS 1 Dolomiti si avvale di 3 mezzi, mentre l’Azienda sanitaria di Asti (9 mezzi), ASL Foggia (più di 20 mezzi).

CONCESSIONARI AUTOSTRADALI: 32 quelli interpellati, in 7 ci hanno risposto. Di questi, Autostrada Asti-Cuneo Spa ha in essere una convenzione e può contare su 4 ambulanze e tre auto medicali, l’Autostrada dei Fiori Tronco A 10 Savona-Ventimiglia (confine francese) sempre grazie a una convenzione può contare su due ambulanze veterinarie. Gli altri concessionari si avvalgono invece dell’ex Corpo Forestale dello Stato o dei Servizi veterinari pubblici. Sull’Autostrada A4 Brescia-Padova nel 2016 sono stati svolti 300 interventi di soccorso. Sull’autostrada Direzione 1 tronco Genova sono stati svolti 34 interventi di soccorso animale.

“Questi dati dimostrano che il servizio di soccorso opera prevalentemente con altri mezzi e che le Amministrazione pubbliche, nonostante il richiamo del Ministero della Salute ormai di otto anni fa, non dispongono di ambulanze veterinarie in proprio ma in gran parte ricorrono a quelle private di associazioni o di medici veterinari – afferma la LAV – I dati, inoltre, confermano che la Legge sulla sicurezza stradale ha fornito impulso al soccorso, ma c’è ancora molto da fare per Comuni e Servizi veterinari pubblici per un servizio sempre più richiesto dai cittadini e che, peraltro, può essere fonte di nuova occupazione. Sebbene a livello locale sia stato istituito qualche numero unico, chiediamo alla Ministra della Salute Grillo e ai Presidenti delle Regioni l’attivazione di un numero telefonico unico nazionale di soccorso veterinario, collegabile al 118, per uniformare le procedure di accesso al servizio e favorire i cittadini nel chiedere un intervento tempestivo. Dall’analisi effettuata, infatti, emerge la difformità con cui sul territorio nazionale si attiva il Servizio di soccorso che nella maggior parte dei casi non avviene per chiamata diretta del cittadino, ma è mediato dalle Forze di Polizia che attivano coloro che sono preposti al soccorso, una procedura che soprattutto nelle situazioni più gravi può non favorire un effettivo pronto intervento.”