Sondaggio Elezioni Europee 2019: per il 13% l'animal welfare è tra le priorità

Le elezioni europee sono ormai alle porte (in Italia si vota il 26 maggio prossimo) ma molti cittadini dell’Unione Europea hanno già espresso chiaramente che le questioni riguardanti gli animali devono essere inserite tra le priorità dell’Agenda del prossimo Parlamento Europeo.

 Il 13 % dei cittadini che hanno partecipato alla Consultazione sui temi prioritari dell’Unione Europea, infatti, ha indicato genericamente il “benessere animale” come tema di cui l’Unione Europea deve occuparsi, al pari della lotta alla corruzione e della politica digitale.

 Un risultato che riflette l’aumentata sensibilità dei cittadini nei confronti degli animali, che esce dalle mura domestiche e prende in considerazione animali finora considerati come oggetti o prodotti, finalmente riconosciuti da un numero sempre maggiore di persone come esseri senzienti. Gli animali non vanno alle urne, ma i loro compagni di vita umani sì e il loro voto è fondamentale per un’Europa davvero dalla parte degli animali, rappresentata da politici che si assumano la responsabilità di farsi portavoce di una nuova idea di Europa, quella dei diritti, del rispetto della vita e di un nuovo rapporto con il vivente.

Anche per questo, siamo parte attiva della campagna europea “Vote for Animals 2019” rivolta ai candidati di tutte le forze politiche, per stimolare precisi impegni a favore degli animali.

“Far contare gli animali alle elezioni è per LAV un impegno da oltre 40 anni ed un’opportunità che da sempre vogliamo cogliere, per costruire una Europa dei diritti degli animali – prosegue Gianluca Felicetti, Presidente LAVda settimane stiamo contattando i candidati alle elezioni, sottoponendo loro il programma “Vote for Animals 2019” e pubblicheremo sul nostro sito i nomi di chi si è impegnato concretamente a lavorare per gli animali nella prossima legislatura”.

È arrivato il momento di un vero cambio di rotta rispetto alla legislatura che sta per chiudersi, che ha registrato un ripiegamento dei Governi nazionali nella difesa di interessi corporativi dell’industria zootecnica, con la Commissione Europea ostaggio delle pressioni occupazionali e delle lobby multimiliardarie della carne, che ha deliberatamente rinunciato all’Agenda del cambiamento per gli animali, nonostante la forte crescita dell’attenzione verso gli animali da parte di cittadini e consumatori.