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Sperimentazione animale: anche i pesci vittime di test crudeli e inutili

Spesso sentiamo parlare di specie come cani, topi e cavie richiuse nei laboratori di sperimentazione, ma sono in grande aumento i pesci, animali uccisi a tonnellate nella totale indifferenza.

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Ultimo aggiornamento

lunedì 20 giugno 2022 10:43

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#RicercaSenzaAnimali #ECICosmetici

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Sperimentazione animale: anche i pesci vittime di test crudeli e inutili

Oltre 35.000 pesci utilizzati e uccisi solo in Italia ogni anno, per test crudeli con fori nei loro minuscoli crani e bobine d'acciaio impiantate nei loro occhi o sottoposti ad anfetamine o, ancora, avvelenati fino alla morte con sostanze chimiche nocive.


LE CAPACITA' FISICA ED ANATOMICHE DEI PESCI DI PROVARE DOLORE


Questi fatti sono particolarmente inquietanti alla luce della profonda capacità di questi animali intelligenti e sociali di provare dolore e soffrire.
Un rapporto del Consiglio nazionale delle ricerche del 2009 sulle esperienze di dolore e angoscia degli animali, compresi i pesci, utilizzate negli esperimenti affermava che "tutti i vertebrati dovrebbero essere considerati in grado di sperimentare lo stato avversivo del dolore". Il governo canadese afferma che i pesci "sono capaci di risposte comportamentali, fisiologiche e ormonali a fattori di stress (compresi gli stimoli nocivi) che possono essere dannosi per il loro benessere" e che lo stress dovuto alla semplice manipolazione può farli ammalare o ucciderli. Il dottor Donald Broom, consulente scientifico del governo britannico, ha affermato: “La letteratura scientifica è abbastanza chiara. Anatomicamente, fisiologicamente e biologicamente, il sistema del dolore nei pesci è praticamente lo stesso di uccelli e mammiferi”.
I pesci non esprimono dolore e chi li usa o ne controlla l’uso, sa riconoscerne il maltrattamento? E’ ora di dire basta a questo orrore che fonda sul dolore una falsa scienza retrograda pericolosa anche per l’uomo e l’ambiente.


L'INIZIATIVA EUROPEA PER LO STOP AI TEST COSMETICI SUGLI ANIMALI


Dietro alla sofferenza legata alla sperimentazione animale si nascondono inutili test per commercializzare prodotti banali e conosciuti come quelli cosmetici e quelli chimici per cui esistono metodi alternativi che non vengono implementati. Spesso leggiamo studi miracolosi condotti su “topolini”, l’uso di questo vezzeggiativo è amato dalla stampa che deve assuefare il lettore all’utilità di tale studio, ma che poi non trovano riscontro una volta applicati all’uomo o, persino, diventano un cavallo di troia per immettere nell’ambiente sostanze tossiche. Viviamo in un mondo inquinato oltre il limite di tolleranza del pianeta stesso, impregnato di veleni e plastiche indissolubili e i test su animali hanno contribuito da paravento giuridico per questo scempio.


Le maggiori associazioni animaliste sono unite per chiedere all’UE di vietare, definitivamente, i test su animali per i cosmetici, utilizzare metodi alternativi per lo studio della tossicità delle sostanze chimiche, aumentando così anche la sicurezza per noi consumatori, e attuare una concreta strategia per porre fine alla vivisezione. Infatti, è attiva l’iniziativa dei cittadini ECI per raccogliere un milione di firme entro agosto. Al momento, l’Italia non ha raggiunto nemmeno il 50% del target nazionale ed è sempre più urgente aderire all'iniziativa e far sentire la nostra voce contro la sperimentazione animale.

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