Stop al trasporto di animali vivi: appello Associazioni UE e Parlamentari europei

Abbiamo partecipato all’azione promossa da Eurogroup for Animals a Bruxelles, di fronte al Parlamento Europeo, alla vigilia del voto della Commissione d'inchiesta sulla protezione degli animali durante il trasporto (ANIT). Dagli interventi degli investigatori e degli esponenti delle organizzazioni a quelli dei parlamentari, la richiesta è unanime: bisogna mettere fine all’export degli animali vivi, così come a ogni trasporto di lunga distanza. 

Nell’anno trascorso l’ANIT ha analizzato l’implementazione della normativa europea da parte degli Stati membri e la sua corretta applicazione da parte della Commissione Europea. Una bozza di report e le relative raccomandazioni andranno in votazione nella seduta del 2 dicembre e sono calendarizzati per una adozione già nel gennaio 2022. In particolare, le raccomandazioni sono un testo importante in vista della revisione della Transport Regulation, per la quale si attende una nuova proposta normativa nel 2023. 

La campagna decennale per lo stop al trasporto di animali vivi

Eurogroup for Animals e le organizzazioni che ad essa aderiscono, tra cui LAV, hanno fatto campagna per decenni per fermare il trasporto di animali e nel Libro bianco Live animal transport: time to change the rules hanno già evidenziato come la nuova Transport Regulation dovrebbe essere ispirata ai principi base della riduzione, del miglioramento, e della sostituzione del trasporto di animali vivi con carne e carcasse o con commercio di materiale genetico, in linea con le raccomandazioni ricevute dalla European Food Safety Authority, dalla World Animal Health Organisation e dalla Federation of the Veterinarians of Europe. 

Ogni anno più di un miliardo di animali sono trasportati nell’UE e dall’UE verso paesi terzi, e l’attuale Transport Regulation non garantisce la loro reale protezione.  

Le evidenze emerse dalle investigazioni

Le numerose investigazioni condotte in Europa, infatti, testimoniano una situazione che non lascia spazio all’interpretazione: il trasporto su lunghe distanze e verso Paesi Terzi sottopone gli animali a condizioni di privazione e sofferenza. Gli animali trasportati per intere giornate, a volte settimane, sono esposti a temperature estreme, alla fame ed alla sete, alla mancanza di riposo, a condizioni di paura ed angoscia. La gravità di queste condizioni peggiora con la lunghezza del viaggio, che nel caso di esportazione verso Paesi terzi può durare intere settimane, con epiloghi drammatici ed inaccettabili. Tra questi i casi delle navi Elbeik e Karim Allah, balzati alle cronache lo scorso anno per l’abbattimento di tutti i vitelli a bordo a causa del loro pessimo stato di salute, dopo essere stati respinti da diversi porti di destinazione extra UE ed essere stati costretti a settimane di navigazione senza meta in condizioni gravissime. 

Inoltre, le investigazioni mostrano che gli animali fragili, come le vacche da latte cosiddette a fine carriera, sono trasportate anche se il Regolamento europeo 1/2005 vieta il trasporto di tutti gli animali che presentano lesioni e/o che non riescono a deambulare autonomamente. Il fenomeno delle “mucche a terra” rappresenta proprio questo: animali sfruttati per la loro intera vita, che non riescono a camminare da soli, eppure maltrattati fino all’ultimo momento e costretti ad una estrema sofferenza durante il trasporto. Siamo venuti qui oggi, davanti al Parlamento europeo, per chiedere che la nuova normativa sul trasporto chiarisca una volta per tutte che questa prassi zootecnica, già fuori legge, non sarà più tollerata, prevedendo adeguati controlli e sanzioni per assicurarne maggiore applicazione in tutta Europa.

Il 2 dicembre i membri della commissione ANIT possono dare un contributo decisivo alla costruzione di un sistema davvero sostenibile di trasporto, sostenendo gli emendamenti chiave al testo del Rapporto e quello delle Raccomandazioni.