#StopPandemie: le nostre richieste agli Europarlamentari AGRI e ENVI

Insieme a Animal Equality, Essere Animali e LNDC abbiamo scritto ai parlamentari europei italiani della Commissione agricoltura e della Commissione ambiente con richieste e indicazioni per favorire il miglioramento del Green Deal europeo.

 Durante la preparazione della strategia europea “Farm-to-Fork” (dal produttore al consumatore) e della strategia europea sulla Biodiversità fino al 2030, la pandemia da COVID-19 ha mostrato molto chiaramente quanto possano essere devastanti i risultati delle modalità in cui commercializziamo, alleviamo e deteniamo gli animali. Da millenni, virus e batteri sono veicolati da animali domestici e selvatici, ma ciò che è cambiato è il modo in cui gli esseri umani interagiscono con loro. Il commercio – legale e illegale – di animali selvatici, l’urbanizzazione e la distruzione degli habitat naturali a scopi agricoli, in particolare per gli allevamenti intensivi, sono una combinazione che aumenta infatti in modo elevato il rischio di pandemie come quella che stiamo vivendo ora.

Per questi motivi e a seguito dell’invio di opportune raccomandazioni alla Commissione europea e al Governo italiano, insieme a Animal Equality, Essere Animali, LAV e LNDC abbiamo inviato le nostre raccomandazioni anche ai 15 europarlamentari italiani membri della Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (AGRI) e della Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI) presso il Parlamento europeo chiedendo ai rappresentanti dei cittadini italiani in Europa di sostenerle e di promuoverne l’integrazione nel Green Deal europeo ancora in discussione.

Tra le nostre raccomandazioni figurano:

  • L’immediata restrizione del commercio di animali selvatici in Europa;
  • L’introduzione di un piano d’azione per il bando definitivo della commercializzazione della fauna selvatica con un impegno chiaro da parte della Commissione europea;
  • La rapida adozione di un divieto a livello europeo di importazione, (ri)esportazione e commercio interno di avorio;
  • Un supporto finanziario dall'UE e dagli Stati Membri a centri di recupero e santuari;
  • La riforma della PAC in modo che il denaro pubblico non sia più destinato a metodi di allevamento intensivi ma piuttosto alla riconversione delle attività;
  • L’inserimento del benessere animale come pilastro a sé stante per un cambiamento reale delle condizioni di vita degli animali, dalla fase di trasporto e macellazione alle condizioni di allevamento, come per il caso dell’acquacoltura;
  • Il sostegno concreto ad agricoltori e ricercatori impegnati nello sviluppo di proteine vegetali;
  • Un chiaro impegno a ridurre il consumo di carne e incrementare una dieta a base vegetale nell’UE;
  • Una riduzione degli antimicrobici attraverso il miglioramento del benessere animale;

La strategia “Farm-to-Fork” è un primo passo verso una forte presa di posizione da parte dell’Unione europea verso un cambiamento reale del sistema alimentare, che non rappresenti più uno status quo impossibile da modificare e migliorare, ma diventi invece un sistema realmente più rispettoso verso gli animali e il pianeta, così come verso le persone e la salute pubblica.

Il documento contiene molti elementi positivi, come l’espansione e un miglior rafforzamento della legislazione sul benessere degli animali da allevamento, la revisione degli standard di marketing e un nuovo quadro per un sistema alimentare sostenibile. Ma ci sono ancora tanti passi da compiere perché tutto questo diventi realmente efficace e tangibile.

Proprio per questo e per continuare a tenere alta l’attenzione sul tema, abbiamo anche lanciato un tweetstorm rivolto ai parlamentari italiani in Europa, con l’hashtag #StopPandemie #StopPandemics

Le istituzioni europee e i parlamentari in primis, diretta espressione della volontà dei cittadini italiani, giocano un ruolo fondamentale nella diffusione di queste buone pratiche e questi miglioramenti concreti sul nostro territorio. La situazione in cui ci troviamo oggi e la conseguente crisi economica, che richiederà peraltro l’introduzione di numerosi incentivi a fondo perduto, ci deve spingere a un miglioramento del nostro rapporto con animali, ambiente e salute pubblica.

È necessario che anche i parlamentari italiani facciano la loro parte, analizzando e supportando l’introduzione di queste raccomandazioni nelle strategie Biodiversity to 2030 e Farm-to-Fork all’interno del Green Deal europeo. Un futuro migliore è possibile anche grazie alle decisioni che prenderemo oggi!