Randagi sterminati a Dubai e in Pakistan, motivi diversi, stessa sorte

La strage di cani e gatti in vista dell'Expo 2021 che si svolgerà a Dubai da ottobre 2021 a marzo 2022 non si arresta: ne danno notizia i volontari locali che, sfidando multe salatissime, infrangono – giustamente – il divieto di nutrirli e curarli, e si adoperano per strapparli alla morte. 

A poco purtroppo è valsa l’indignazione pubblica mondiale di fronte a un provvedimento scellerato e crudele che, anziché contrastare il randagismo creando presidi per la sterilizzazione e supportando coloro che si prendono cura dei più indifesi, ha scelto la strada dell’eliminazione – tra l’altro portato avanti dalle società di disinfestazione – che ha anche causato la scomparsa di gatti che una casa l’avevano. 

Lo scorso settembre abbiamo scritto all’Ambasciatore degli Emirati Arabi in Italia e a Paolo Glisenti, Commissario Generale di Sezione per l’Italia a Expo 2020 Dubai. Solo Glisenti ci ha risposto, informandoci che le autorità diplomatiche e consolari italiane hanno suggerito alle Autorità locali la necessità di individuare soluzioni che garantiscano un maggiore bilanciamento tra esigenze sanitarie e benessere degli animali. 

La situazione sembra non essere cambiata, le uccisioni continuano nonostante l’impegno comunicatoci da Glisenti, al quale rinnoviamo l’appello a farsi di nuovo portavoce della nostra richiesta di sospendere immediatamente il divieto di alimentare i randagi. 

Ma i randagi subiscono la stessa sorte anche in Pakistan, dove ogni anno dove migliaia di cani liberi vengono avvelenati e lasciati morire lungo le strade: sarebbero già 500 quelli uccisi solo a marzo.

A farci partecipi della drammatica situazione dei cani in Pakistan è stata l’Associazione Stray Dogs International Project, contattata dall’Associazione locale Creatures Comfort-Sascap che ha lanciato una petizione per chiedere al primo ministro pakistano Imran Khan di interrompere la sanguinosa consuetudine di uccidere i cani randagi che vivono per le strade del paese.

Ci uniamo dunque all’appello di Creatures Comfort-Sascap affinché sia emanata una nuova legge che tuteli i diritti degli animali e blocchi la crudeltà nei loro confronti. E per fare la nostra parte abbiamo scritto all’Ambasciatore della Repubblica del Pakistan.

Ilaria Innocenti
Responsabile Area Animali familiari