TAR di Trento: l'orsa JJ4 e' salva, sospesa l'ordinanza di uccisione!

L’udienza tenutasi questa mattina al Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento ha confermato la sospensione dell’Ordinanza provinciale che aveva disposto l’uccisione dell’orsa JJ4.

I giudici hanno rilevato che l’incidente dello scorso 22 giugno non è imputabile al comportamento problematico di un singolo orso, bensì a un più ampio problema di gestione della convivenza con gli esseri umani.

“Siamo felicissimi! Per ora, e fino alla udienza di merito, nessuno potrà torcere un pelo a JJ4 che, se accompagnata dai suoi cuccioli, potrà continuare a fare la mamma crescendo i suoi piccoli senza il rischio di essere fucilata per soddisfare interessi politici che nulla hanno a che fare con la sicurezza pubblica", dichiarano le associazioni LAC, LAV, LIPU, LNDC e WWF .

Insieme a loro, con cui fin da subito avevamo impugnato l’ordinanza provinciale, ringraziamo l’avvocato Claudio Linzola del Foro di Milano per il fondamentale contributo. 

AGGIORNAMENTO
 

Il 31 luglio, le analisi genetiche compiute sull’orsa accompagnata da tre cuccioli catturata qualche giorno fa sul monte Peller, hanno confermato che si tratta di JJ4.

Questa nuova evidenza conferma la prima ipotesi formulata subito dopo l’incidente: l’orsa ha attaccato perché è stata improvvisamente sorpresa dai due uomini, sbucati da dietro una collina, mentre accompagnava i suoi cuccioli.

“Una reazione del tutto normale – dichiara Massimo Vitturi responsabile LAV Area Animali Selvatici – che avrebbe avuto qualsiasi mamma, anche un’umana, di fronte a due sconosciuti che avessero comportato un pericolo per la vita dei suoi figli!”

È quindi ancora più evidente che il comportamento di JJ4 non ha nulla di anomalo, perciò la decisione della Provincia di Trento di volerla fucilare, è non solo crudele, ma del tutto priva di senso, perché andrebbe a colpire un animale che in quindici anni di vita non ha mai creato alcun problema, è sempre vissuto defilato dagli insediamenti umani, e così avrebbe continuato a comportarsi se i due cacciatori fossero stati adeguatamente informati su come comportarsi in caso di incontro con un orso.

Tra l'altro, le relazioni dei sopralluoghi riportano il rinvenimento sul luogo dell'incidente di due seghetti, uno manuale e l'altro elettrico, a far supporre che i due cacciatori non si muovessero in realtà sul sentiero e che, muovendo foglie e segando rami, avrebbero con molta probabilità contribuito ad allarmare ancor di più mamma-orsa.

Anche alla luce di queste nuove evidenze, auspichiamo che nel giudizio di merito previsto per il prossimo 22 ottobre, il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa (TRGA) di Trento si pronunci definitivamente dichiarando illegittimo ogni tentativo di uccisione.

 

FOTO: (C) Valentino Mastrella - PNALM