Due recenti episodi riportano l’attenzione sulla necessità di strumenti normativi più efficaci e organici a tutela degli animali esotici.
Il recupero di un tegu argentino nelle campagne modenesi e la ricerca di un presunto varano ancora in libertà nel Bresciano riaccendono l'attenzione sui rischi legati alla detenzione di animali esotici.
Il caso del varano è particolarmente significativo. Questi animali sono inclusi nel Decreto del Ministro dell’Ambiente 19 aprile 1996 che riporta la lista delle specie pericolose, che ne vieta la detenzione per i potenziali rischi. Oltre alla difficoltà l ritrovamento di questi animali fuori dal loro ambiente naturale dimostra quanto possano essere gravi le conseguenze della detenzione di tali specie.
Gli animali esotici hanno esigenze etologiche, ambientali e alimentari estremamente specifiche che difficilmente possono essere soddisfatte in cattività. Promuoverne il commercio e la detenzione significa alimentare un fenomeno che si traduce in sofferenza per gli animali, abbandoni e rischi per la collettività.
Questi episodi evidenziano ancora una volta la necessità di dotarsi di strumenti normativi più efficaci e organici. In questo quadro, risulta quanto mai urgente l’adozione del decreto attuativo previsto dal Decreto Legislativo 135/2022, che dovrà definire la cosiddetta “lista negativa”, ovvero l’elenco delle specie che non possono essere detenute come animali da compagnia.
L’introduzione di tale strumento rappresenta un passaggio fondamentale per superare un approccio oggi ancora frammentario e spesso basato sull’intervento successivo agli eventi, promuovendo invece un sistema preventivo, chiaro e uniforme, in grado di garantire maggiore tutela della sicurezza pubblica e, al contempo, il rispetto degli animali in quanto esseri senzienti.
Rinnoviamo pertanto il nostro appello al Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, affinché si proceda senza ulteriori ritardi all’emanazione della “lista negativa”. La sua adozione rappresenta un passaggio essenziale per limitare la detenzione e il commercio di specie incompatibili con la vita in cattività. L’introduzione della lista negativa costituisce inoltre uno strumento fondamentale per prevenire gravi rischi per la sicurezza pubblica e tutelare la salute collettiva, riducendo il numero di animali detenuti in contesti inadeguati, dai quali possono derivare episodi di fuga, aggressioni e altri eventi con conseguenze rilevanti per la collettività.
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