Un anno dopo Amatrice. Verso la Protezione civile per gli animali

SOS intervento richiesto ad Amatrice da Francesca per il suo gatto Elio, casa gialla in parte crollata come scala interna in Via Pier Silvestro Leopardi 14. Lei e i suoi due figli piccoli sono salvi, il micio forse è rimasto in parte ultimo piano”. “SOS coniglio nano bianco lasciato in casa Arquata del Tronto Via Garibaldi 3 in stanza terrazza lesionata”. Sono due fra i primi appelli che raccolsi e rilanciai nella mattinata del 24 agosto di un anno fa. SOS arrivati al mio numero dalle stesse famiglie colpite dal terremoto e che fra le tante preoccupazioni avevano avuto subito anche quella dei loro familiari a quattro zampe.

Ci organizzammo subito per poter portare aiuti, stringemmo un accordo immediato con il Corpo Forestale dello Stato per poter intervenire in maniera autorizzata e qualificata, e facemmo – come tanti altri, tra organizzazioni e singoli – il possibile. Siamo stati in quelle zone, e poi ancora in Umbria dopo la seconda forte scossa di ottobre, e ci siamo rimasti. Con interventi singoli e con azioni coordinate, realizzate grazie al sostegno dei nostri donatori e attivisti: come il Campo per le sterilizzazioni e la cura dei gatti che siamo riusciti a realizzare, dopo tanta burocrazia, alcuni mesi fa a Cittareale (Rieti) per l’intera area reatina, per cui abbiamo anche ricevuto i complimenti da associazioni estere. Non solo. Come avevamo promesso fin dal primo giorno, noi continueremo ad esserci anche nei prossimi mesi, e c’eravamo anche ieri con un intervento al canile di Camerino (Macerata), dove abbiamo portato cibo per i 220 cani ospitati presso la struttura, alcuni dei quali rinvenuti nelle zone terremotate o affidati al canile, temporaneamente, da famiglie rimaste senza casa a causa del sisma (guarda fotogallery).

Ma, ancora più importante se possibile, ad agosto scorso c’eravamo detti che quella doveva essere una delle ultime emergenze nelle quali la protezione civile non prevedeva un intervento specifico sugli animali familiari. Dopo il terremoto del 2009 a L’Aquila non ci riuscimmo, ora - grazie alla nostra insistenza – sono state invece poste le basi, con un impegno formale preso dal Governo a marzo scorso alla Camera dei Deputati, affinché il Dipartimento della Protezione Civile si doti di una specifica sezione d’intervento e che coordini e qualifichi gli interventi medico-veterinari e di associazioni come la nostra, mettendo fine allo spontaneismo che in alcuni casi è anche controproducente per gli animali. Lo scorso mese abbiamo avuto il primo incontro operativo con il Dipartimento e ora si deve passare a una nuova fase, anche in vista dell’emanazione dei decreti attuativi previsti entro fine anno.

Ed infine, il 25 luglio scorso, con la firma del nostro Protocollo d’Intesa con l’Arma dei Carabinieri abbiamo formalizzato un accordo che prevede fra le aree di collaborazione “sinergie a tutela degli animali in caso di eventi calamitosi”.

Oggi siamo meno disorganizzati e meno incoscienti, domani saremo più efficaci nel portare aiuto alle popolazioni, di ogni specie, colpite da una calamità naturale. Che in Italia, anche per gravissime corresponsabilità umane, Ischia ne è un esempio, purtroppo non mancano.

Gianluca Felicetti
Presidente LAV