Il viaggio di Tiziano Terzani verso l'animalità

Il 28 luglio di quindici anni fa ci ha lasciato Tiziano Terzani, vecchio della montagna e monello fiorentino, giornalista e scrittore.

Figura poliedrica, impegnata nella lettura della società, dei suoi movimenti e della complessità della vita, all’ultimo ha incontrato l’“animalità” e il vegetarismo.  A lui è dedicato il numero 8 della rivista “Animot. L’altra filosofia”, intitolato “A partire da Tiziano Terzani”.  

Il dialogo immaginario di Leonardo Caffo e Valentina Sonzogni si sviluppa intorno ai quattro poli Corpo-Dio-Animali-Realtà, nel momento in cui egli sceglie l’identità fluida di Anam — il “senzanome” — e si avvicina alla riflessione sugli animali. A partire da alcuni suoi aforismi e ispirandosi ad alcuni dei luoghi, reali e immaginari, visitati nei viaggi, i due autori creano un percorso ampio e coinvolgente. Le riflessioni che si snodano nel testo sono acute e nuove, come quella sulla foto di Crap, la scimmietta senza nome come Anam (o meglio con una scritta inglese che significa “schifezza”, sulla fronte) che tanto ha significato per la nascita del movimento antivivisezione. 

Animot numero 8 ci conduce a conoscere l’empatia come processo, in un percorso che giunge al punto d’incontro tra le basi filosofiche dell’animalismo e il viaggio finale – interiore, fisico e liberatorio – del grande cronista di guerra, ora “maggiolino bischerello” che vola libero sopra i precipizi.

 

Paola Segurini
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Foto di copertina (C) Repubblica.it