Sacrificati per il nostro bere: gli studi più folli che testano alcol su animali

Mentre beviamo alcolici, gli animali ne testano inutilmente le conseguenze per noi, fino a morire. Sono test “folli”, fuorvianti e senza alcuna utilità per l’uomo, ma con terribili sofferenze per gli animali.

 
QUALCHE ESEMPIO?
 
  • In questo articolo, chi ha lavorato sull’effetto dell’alcol e degli abusi in età pediatrica, riporta la propria testimonianza: madri che urlano e si dimenano perché vengono loro tolti i cuccioli, condizioni di vita inaccettabili, dentro gabbie spoglie e senza poter socializzare, topolini appena nati buttati nella spazzatura durante la pulizia delle gabbie, uccisione degli animali con taglio della testa con le forbici. Questa è realtà che si cela nei laboratori, la vivisezione esiste!
  • In uno studio italiano per valutare gli effetti dell’assunzione di alcolici su una proteina legata al colesterolo (RTC), sono stati somministrati nei topi fino a 168 g di alcol al giorno, che equivarrebbero a 14 birre! Gli animali, già modificati geneticamente ed arteriosclerotici, hanno subito esposizioni altissime di alcol, iniezioni e, poi, l’uccisione.
  • Sui ratti si studia persino la propensione a bere di più se si fuma nella giovane età! Invece di investigare il fenomeno tramite serie e attendibili, oltre che etiche, investigazioni sull’ampissimo campione di adolescenti, si vuole ricreare un fenomeno in animali che chiaramente non presentano le implicazioni psicologiche e sociali del mondo giovanile. Questi assurdi esperimenti coinvolgono animali di pochissimi giorni, con impianti fissi e cateteri attraverso cui vengono iniettate loro le sostanze nella vena giugulare per essere, poi, uccisi.
  • Un altro terribile studio per valutare gli effetti dell’abuso degli alcolici sugli adolescenti,è stato condotto a Brighton, UK (Università del Sussex – progetto InterReg della Commissione UE “AlcoBinge”). Sono stati utilizzati giovani topi cui sono state ripetutamente iniettate dosi di alcol, per due giorni,  direttamente nell’addome (tentando di simulare gli “sballi” del fine settimana), per poi privarli del cibo per giorni, tanto da far perdere loro l’85% del peso e vedere se, sotto lo stimolo di test a ricompensa, assumessero un comportamento più impulsivo.

Sono alcune ulteriori conferme di come fenomeni estremamente complessi, quali la dipendenza da sostanze d’abuso nell’uomo, vengano semplificati e ridotti a meccaniche iniezioni e deprivazioni, utilizzando inoltre come modello organismi completamente diversi dalla nostra specie, neanche minimamente paragonabili agli umani, adulti o adolescenti, né fisicamente né psicologicamente.

LE ALTERNATIVE ESISTONO E IN ITALIA ABBIAMO CONTRIBUITO A FARE APPROVARE UNA LEGGE CHE DAL 1° GENNAIO 2020 VIETERÀ DI TESTARE DROGHE, ALCOL E NICOTINA SUGLI ANIMALI. 

 

Il momento è decisivo ed è cruciale che il Ministro della salute Roberto Speranza non rimandi ulteriormente questa scadenza! 

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Foto di archivio: l'immagine non si riferisce ad alcuno degli esperimenti citati nel presente articolo