Toscana sempre più filo-venatoria: arriva bocciatura Corte Costituzionale

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 giugno scorso la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale una disposizione normativa della regione Toscana dai contenuti smaccatamente filo-venatori, gravissimi per gli animali selvatici e l’ambiente.

La sentenza n.124 del 2016 ha determinato la cancellazione dei commi 2 e 3 dell’articolo 11 della legge toscana sulla caccia. Tali commi disponevano la costituzione di Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) di dimensione provinciale, mentre la normativa nazionale impone che gli ATC siano di dimensione “subprovinciale”, disponendo così che ogni Provincia ne deve contenere almeno due.

Gli ATC sono una sorta di “associazioni” che hanno il compito di implementare sul territorio le disposizioni degli enti provinciali in materia di tutela degli animali selvatici e caccia. L’organo direttivo degli ATC è costituito per la maggioranza di cacciatori ed agricoltori, mentre le associazioni “ambientaliste” - molto spesso emanazione di quelle dei cacciatori – rappresentano una risicata minoranza. Non è quindi difficile capire in quale direzione possano andare le decisioni assunte da un organo così costituito.

A seguito del riordino amministrativo che ha determinato la scomparsa delle Province, la regione Toscana invece di avocare a sé la gestione della caccia e della tutela della fauna selvatica, aveva deciso di modificare la legge regionale allo scopo di trasferire le competenze provinciali agli ATC. Una manovra che aveva comportato la ridefinizione dei confini di questi organismi, ricalcando quelli delle Province, oramai destituite dei loro compiti.

Una decisione smaccatamente filo-venatoria che avrebbe aperto orizzonti ancora più cupi di quelli determinati dall’approvazione della famigerata “legge Remaschi”, perché avrebbe consegnato nelle mani dei cacciatori anche le scelte in ordine alla tutela della fauna selvatica, un po’ come decidere che i rapinatori fossero le nuove figure individuate per fare la guardia alle banche!

Fortunatamente il Governo Renzi, probabilmente resosi oramai conto dell’insostenibilità sociale delle scelte operate dalla maggioranza politica del Consiglio Regionale toscano, ha deciso di far intervenire la Corte Costituzionale che ha sonoramente bocciato le disposizioni regionali sugli ATC perché “la costituzione degli ambiti territoriali di caccia, prevista dall’art. 14 della legge n. 157 del 1992, manifesta uno standard inderogabile di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, con riferimento sia alla dimensione subprovinciale dell’ambito (sentenze n. 142 del 2013 e n. 4 del 2000), sia alla composizione degli organi direttivi (sentenze n. 268 del 2010 e n. 165 del 2009).”

Ora, in assenza di disposizioni chiare in ordine alla dimensione, al numero ed alla gestione degli ATC, è evidente che la caccia debba essere sospesa su tutto il territorio regionale. A questo scopo la LAV vigilerà sulle prossime decisioni del Consiglio Regionale della Toscana, e non tollerererà nuove incursioni della maggioranza politica a favore dei cacciatori.

Massimo Vitturi
Responsabile LAV Animali Selvatici