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Presunto traffico cuccioli dall'Est Europa: due condanne per maltrattamento. Chiediamo pene piu' severe!

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Ultimo aggiornamento

lunedì 31 gennaio 2022

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Una condanna a 4 mesi di reclusione per maltrattamento di animali, 6000 euro di multa e spese legali, oltre a 3.500 euro di risarcimento a LAV, parte civile nel procedimento penale.

 

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Questa la conclusione del processo tenutosi presso il Tribunale di Udine a carico di due cittadini italiani riconosciuti colpevoli di aver sottoposto sette cuccioli di cane di varie razze a comportamenti incompatibili con le loro caratteristiche etologiche separandoli dalla madre al fine di farne commercio. Sei dei giovanissimi animali erano stati importati dalla Slovacchia a due mesi di età, privi di certificazione sanitaria e senza le necessarie vaccinazioni.

A seguito di alcune segnalazioni di acquirenti e veterinari, il personale del Noava (Nucleo operativo per l’attività di vigilanza ambientale del Corpo forestale regionale) aveva proceduto al sequestro dei 7 cuccioli che, dopo essere stati separati dalla madre e aver subito un estenuante viaggio, erano detenuti all’interno di un’abitazione e probabilmente pronti per essere venduti tramite annunci online. La coppia era stata quindi denunciata sia per maltrattamento di animali che per traffico illecito.

Siamo soddisfatti di questa condanna, ottenuta anche per l’attenzione che la Procura della Repubblica di Udine riserva da sempre a questi casi, e grazie alla quale i cani potranno rimanere nelle rispettive famiglie affidatarie.

Tuttavia vi è necessità di una modifica sia della legge sul maltrattamento e l’uccisione di animali sia di quella che ha introdotto il reato di traffico cuccioli in maniera tale da renderle più efficaci e innalzare le pene per i trasgressori.

Questo commercio esiste per la richiesta che lo alimenta, ecco perché rivolgiamo un appello a tutti coloro che vogliono accogliere un compagno di vita a quattro zampe nella loro famiglia affinchè scelgano di adottarlo in rifugio, non alimentando quindi un traffico illegale che causa la sofferenza, e spesso la morte, di migliaia di cani ogni anno”.

Ringraziamo l’avvocato Bosio per l'assistenza fornita, che ha determinato il buon esito del processo.