Il traffico internazionale di cardellini: coinvolti molti interessi criminali

La Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha sequestrato oltre 1.000 uccelli protetti e denunciato una persona per maltrattamento di animali e detenzione di fauna protetta. Le unità cinofile della Compagnia Pronto Impiego di Reggio Calabria, nel corso di controlli nei pressi della stazione di Villa San Giovanni, hanno ispezionato un furgoncino con targa maltese diretto agli imbarchi per la Sicilia. Nel corso del controllo è stato scoperto un doppiofondo in cui erano occultate 34 gabbiette con oltre mille uccelli fringillidi.

La maggior parte degli uccelli è stata liberata, mentre quelli non in grado di volare sono stati affidati ad un’associazione. Sono stati sequestrati duemila euro, nella disponibilità dell’indagato, e il furgone utilizzato per il trasporto. 

Malta rappresenta una delle rotte per il traffico di fauna selvatica catturata in Italia. Non è la prima volta, infatti, che vengono accertati crimini simili, anche se i precedenti sono stati accertati in Sicilia. Il 25 ottobre 2016 le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa hanno fermato al Porto di Pozzallo un veicolo diretto a Malta con a bordo oltre 1.000 cardellini, oltretutto in pessime condizioni, con alcuni esemplari morti. Il conducente, italiano, fu denunciato per maltrattamento, uccisione, detenzione di specie protette e ricettazione. Pochi mesi prima, la Polizia Provinciale di Ragusa aveva eseguito un sequestro di uccelli che erano stati catturati con mezzi vietati da cinque cittadini maltesi, tutti denunciati all’autorità Giudiziaria per uccellagione, furto venatorio, maltrattamento di animali in concorso tra loro.  

Qualcuno considera i reati contro la fauna selvatica reati bagatellari, ma in realtà dietro alla vendita dei cardellini si nascondono molteplici interessi criminali. Il cardellino potrebbe essere preso a simbolo della convergenza di più interessi criminali, e non solo in Italia. Il traffico di cardellini, infatti, desta molta preoccupazione anche in altri Stati. Nella vicina Francia, ad esempio, il business è diventato così redditizio che le bande del crimine organizzato lo stanno aggiungendo ai loro affari illegali, al fianco dei noti e consolidati traffici illeciti. 

È urgente modificare le attuali sanzioni contravvenzionali previste nel nostro ordinamento per il traffico di fauna selvatica e istituire apposite fattispecie delittuose, punite con reclusione e multa. 
Governo e Parlamento devono approvare al più presto l’inasprimento delle pene nella riforma della legge 189 - all'esame della Commissione Giustizia del Senato - oggetto della nostra campagna #CHIMALTRATTAPAGA!

Ciro Troiano,
criminologo, responsabile Osservatorio Nazionale Zoomafia LAV