Trapani non ha bisogno delle carrozze con i cavalli

Carrozze trainate dai cavalli sulle strade trapanesi: il sindaco della città siciliana ha dichiarato che la sua amministrazione non intende istituire il servizio a trazione ippica, ma che deve adeguarsi alla normativa nazionale, regolamentando gli autoservizi pubblici non di linea non ancora compresi nell’attuale Regolamento, ovvero le motocarrozzette e i mezzi a trazione animale

Il chiarimento del Sindaco in realtà non chiarisce nulla, anzi appare come un frettoloso e maldestro dietrofront per via delle numerose proteste arrivate dai cittadini e dalle pressioni delle associazioni animaliste.

Il testo della proposta di deliberazione è molto chiaro e difficilmente fraintendibile: è stato infatti fissato il numero delle autorizzazioni per il rilascio delle licenze, e per quanto riguarda i veicoli a trazione animale sono 20.  Appare quantomeno curioso che si stabilisca il numero delle licenze per un servizio che non si ha intenzione di istituire!

La legge quadro n. 21/1992 per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea, richiamata dal Sindaco per giustificare le modifiche all’attuale Regolamento in vigore a Trapani, non obbliga i comuni a disciplinare tutte le tipologie di trasporto!

Perché, dunque, modificare il regolamento attualmente in vigore introducendo le motocarrozzette e le carrozze trainate da cavalli, se verranno istituite soltanto le prime? 

L’istituzione del servizio a trazione ippica avrebbe inoltre un impatto notevole sulle casse del Comune, e quindi sui portafogli dei trapanesi, perché la città dovrebbe dotarsi di ricoveri per i cavalli, aree di sosta attrezzate, équipe veterinaria per le visite annuali di idoneità, oltre alla spesa per la pulizia e la disinfezione delle strade. 

I cavalli  si ritroverebbero a lavorare in condizioni proibitive, sull’asfalto rovente, sottoposti a fatiche insopportabili. 

Se davvero il Sindaco di Trapani ritiene le carrozze un mezzo di locomozione ormai anacronistico, è sempre in tempo per ritirare la deliberazione e presentarne un’altra che non faccia menzione al servizio a trazione ippica, scongiurando così l’eventualità che qualcuno prima o poi richieda la licenza.

Nadia Zurlo, responsabile LAV Equidi