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Trasporto di animali: nuovo sondaggio UE rivela forte preoccupazione dei cittadini italiani

Inaccettabili i trasporti su lunga distanza, italiani disposti anche a spendere di più.

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giovedì 22 gennaio 2026

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Animali negli allevamenti

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Gli animali allevati non sono merci, ma esseri senzienti

Quando si parla di “benessere animale” durante il trasporto, gli italiani risultano essere in assoluto i cittadini più preoccupati di tutta l’Unione Europea (90% su una media di 82%). Non solo: gli italiani sono anche i più inclini a ritenere inaccettabili i trasporti su lunga distanza, a prescindere dalle condizioni o dai tempi di percorrenza. Sarebbero inoltre anche tra quelli disposti a spendere di più, a patto che le condizioni di trasporto siano migliori. A dichiararlo è un nuovo sondaggio commissionato dalle maggiori organizzazioni per la tutela degli animali in UE.

Oltre otto cittadini su dieci (82%) nell’Unione Europea sono preoccupati per il benessere degli animali durante il trasporto, secondo un nuovo sondaggio condotto in nove Paesi membri, tra cui l’Italia, commissionato da Eurogroup for Animals, Essere Animali e LAV, e presentato oggi al Parlamento europeo. TABELLE

I dati confermano una crescente sensibilità dell’opinione pubblica verso la sofferenza di milioni di animali costretti ogni anno a viaggi lunghi, spesso in condizioni estreme

OLTRE UN MILARDO E MEZZO DI ANIMALI TRASPORTATI
Il sondaggio mostra che l’80% dei cittadini ritiene che i viaggi a lunga distanza causino sofferenze agli animali, in particolare a quelli più vulnerabili. Fino all’84% degli intervistati si dichiara favorevole a regole più severe o al divieto di trasporto per animali gravidi o non svezzati. Ogni anno, sono oltre un miliardo e mezzo gli animali che vengono trasportati in Europa e fuori dai confini europei, in viaggi che possono durare intere settimane e anche su navi cargo, dove gli animali diventano tristi protagonisti di disastri annunciati.

CALDO O FREDDO ESTREMI
La preoccupazione riguarda anche le condizioni climatiche: quasi 9 cittadini su 10 (89%) concordano sul fatto che il trasporto di animali in condizioni di caldo o freddo estremo rappresenti un grave rischio per la loro tutela. All’interno dell’UE, gli animali possono essere esposti a temperature che raggiungono anche i 50 gradi, spesso senza accesso adeguato ad acqua, riposo e cure, come documentato proprio dalle associazioni italiane sul campo.

DISAGI, STANCHEZZA, DISIDRATAZIONE E STRESS
Durante il trasporto, gli animali sono frequentemente ammassati nei camion, soffrono di stanchezza, disidratazione e stress, con conseguenti ferite e, in molti casi, la morte. Gli animali non svezzati, in particolare, vengono privati dell’alimentazione necessaria e risultano estremamente vulnerabili alle malattie. Gli animali gravidi rischiano gravi complicazioni e non è raro che partoriscano in condizioni del tutto inadeguate e squallide, su mezzi di trasporto o al macello.

IL MOMENTO È CRUCIALE
Questi dati arrivano in un momento cruciale, mentre il Parlamento Europeo sta riesaminando il Regolamento sul trasporto di animali vivi. Assicurare maggiore protezione degli animali e ridurre il trasporto di animali vivi, per esempio trasportando carne e carcasse, sono misure che potrebbero ridurre la sofferenza e la privazione a cui sono sottoposti gli animali trasportati su lunghe distanze e in condizioni proibitive in tutta Europa e fuori dall’UE. Tuttavia, alcune delle proposte di modifica attualmente in discussione hanno sollevato forti preoccupazioni tra le organizzazioni per la tutela degli animali, poiché rischiano di rendere del tutto inefficace la riforma normativa tanto attesa e urgente.

Il 72% degli intervistati si dice preoccupato per un possibile arretramento delle norme europee, e la stessa percentuale sostiene con forza l’introduzione di leggi nazionali ed europee più rigorose.

Nel frattempo, oltre 12.000 cittadini hanno scritto ai propri eurodeputati per chiedere riforme ambiziose e una reale protezione degli animali durante il trasporto.

I CITTADINI CHIEDONO MENO SOFFERENZA PER GLI ANIMALI

Questi numeri dimostrano chiaramente che i cittadini europei, anche in Italia, chiedono un cambiamento: meno sofferenza, più tutele e regole più severe. In Italia questa sensibilità è ancora più evidente, con nove cittadini su 10 che si dichiarano preoccupati e sette su 10 che ritengono il trasporto su lunga distanza inaccettabileEssere Animali e LAV.

Ricordiamo che l’Italia è destinazione di viaggi lunghissimi, per esempio di suinetti provenienti dalla Danimarca, o agnelli dalla Romania, solo per citarne alcuni, che espongono gli animali ad estrema sofferenza.

L'UE DEVE MUOVERSI VERSO IL DIVIETO DEL TRASPORTO DI ANIMALI VIVI
E mentre i cittadini dell’UE esprimono chiaramente la necessità di maggiori protezioni per gli animali, è incomprensibile e inaccettabile come alcuni decisori politici tentino di indebolire proprio la legislazione nata per tutelarli. Se l’Unione Europea vuole davvero essere leader nel “benessere animale”, deve riconoscere effettivamente che gli animali allevati non sono merci, ma esseri senzienti, e muoversi verso il divieto del trasporto di animali vivi. È giunto il momento che le istituzioni europee ascoltino le richieste dei propri cittadini e mettano al centro delle proprie politiche la tutela degli animali e la transizione verso un modello di produzione alimentare non basato sulla sofferenza degli animali

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Il sondaggio, realizzato da Savanta, ha coinvolto 8.531 adulti rappresentativi della popolazione tra ottobre e novembre 2025 in Belgio, Cipro, Francia, Irlanda, Italia, Polonia, Portogallo, Romania e Spagna.

In Italia il lavoro per la riforma della tutela degli animali durante il trasporto e per il superamento del trasporto di animali vivi è portato avanti dalle associazioni membri attivi di Eurogroup for Animals: ALI, Animal Equality Italia, CIWF, Essere Animali, e LAV.