Uccisero 9 cani, pubblicata la sentenza sui veterinari Asl dell'Aquila

E'stato pubblicato ieri il testo integrale della sentenza della Corte di Cassazione che ha respinto, giudicandolo inammissibile, il ricorso di due veterinari pubblici dell'Aquila - P.I., Direttore del Servizio Veterinario di Sanità Animale della ASL dell’Aquila, e M.P., veterinario del Servizio Veterinario di Sanità Animale della stessa ASL - condannati in appello per l’uccisione di ben 9 cuccioli di cane poiché il canile non avrebbe avuto posti disponibili.

Solo pochi mesi fa infatti, la Suprema Corte ha posto la parola fine a una storia di crudeltà e indifferenza, ancor più grave se consideriamo che gli imputati di questa vicenda giudiziaria sono due medici veterinari, di cui un Dirigente, cioè professionisti al servizio del bene pubblico che avrebbero dovuto sempre assicurare la tutela e il benessere degli animali.

I drammatici fatti risalgono alla seconda metà del 2004, quando il Dirigente veterinario ordinò al proprio collega la soppressione di nove animali, per presunti motivi di “ordine pubblico” in base alla richiesta, legittima secondo la difesa, del proprietario del terreno dove vivevano gli animali che invece aveva chiesto solamente un intervento per farli accudire da qualcuno. I cuccioli vennero uccisi con un’iniezione di Tanax eseguita dal dipendente della Asl su ordine del proprio dirigente.

Fatti che denunciammo insieme alla Lega nazionale per la Difesa del Cane. Negli atti è emerso anche l’agghiacciante particolare che non era la prima volta che i veterinari Asl eseguivano uccisioni del genere.

In primo grado i due professionisti furono condannati a due mesi e dieci giorni di reclusione.

Leggi il commento alla sentenza di Carla Campanaro, responsabile del nostro Ufficio legale