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Overdose di latte nelle scuole, chiediamo a UE di cambiare!

Nell’ambito della strategia Farm to Fork, con l’obiettivo facilitare la scelta di uno stile di vita sano e sostenibile e che favorisca l’inclusività, la Commissione Europea ha dato inizio, a partire dalla scorsa estate, ad un iter di riesame del Programma che sovvenziona anche la distribuzione di latte e latticini in ambito scolastico, in ambito europeo e nazionale. L’attuale consultazione pubblica, sotto forma di questionario, scade il prossimo 28 luglio.

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Ultimo aggiornamento

venerdì 22 luglio 2022

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Overdose di latte nelle scuole, chiediamo a UE di cambiare!

Attualmente, l'UE destina fino a 90,1 milioni di euro per anno scolastico per la distribuzione di latte agli alunni. In vigore dal 2017 e in scadenza nel 2023, l’attuale Strategia nazionale del Programma destinato alle scuole in Italia elaborata Ministero delle politiche agricole – che si concretizza nella campagna Latte nelle scuole - ha devoluto nel nostro Paese fondi europei per circa 8 milioni di euro per ogni anno scolastico - senza contare le risorse aggiuntive (circa 1 milione di euro annuale) che possono essere di volta in volta assegnate.

Dal documento italiano di implementazione della strategia 2017/23 - che ha come target principale alunni dei 6 agli 11 anni - annoverato tra le prevedibili difficoltà, emerge come per i Paesi con una tradizione alimentare mediterranea come l’Italia, sia difficile a far consumare abitualmente ai bambini in età scolare, latte e derivati a metà mattina. Viene inoltre sottolineata con preoccupazione la crescita nel consumo di bevande (‘latti’) 100% vegetali nelle famiglie, mentre – per la tendenza ad emulare di piccoli – si invitano i docenti a consumare di fronte agli alunni le porzioni distribuite. Si tratta di azioni tattiche volte a far cambiare le abitudini ai bambini, per aumentare il consumo di prodotti lattiero-caseari, anche alterando le consuetudini locali e familiari.

Nonostante gli impatti negativi sull'ambiente e sul benessere degli animali, il latte vaccino è presentato come la scelta predefinita nelle mense. Ma i dati parlano da soli: rispetto alle bevande 100% vegetali, il latte di origine animale ha un maggiore impatto ambientale, ogni litro richiede 9 m2 di terra e 628 litri di acqua ed emissioni per 3,2 kg di CO2eq, mentre la stessa quantità di latte di soia necessita di 28 litri d’acqua ed emette 1 kg di CO2eq [1].

Per la sostenibilità e per motivi etici – non dimentichiamo la sofferenza delle mucche e dei vitelli - non può essere tollerata la sovvenzione di strumenti promozionali e educativi unidirezionali che favoriscono tout court categorie produttive.

Riteniamo che siano gli alimenti più sostenibili - in questo caso le bevande vegan 'tipo latte' fortificate - a dover godere dei finanziamenti europei e ribadiamo la necessita di pianificare un progressivo ma deciso trasferimento dei fondi delle politiche agricole verso le alternative 100% vegetali.
Sosteniamo l’urgenza dell’abbassamento (o meglio adeguamento) dell’IVA (dal 22% al 4%, come per il latte ‘fresco’) sulle bevande 100% vegetali, per favorirne la diffusione anche nei luoghi di un’educazione alimentare che non può e non deve essere monopolizzata dalla zootecnia
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Per saperne di più: qui il commento LAV alla Consultazione e le risposte LAV al questionario. Chi vuole partecipare può trarne ispirazione senza tuttavia fare ‘copia e incolla’ dei testi.

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[1] Poore, J. & T. Nemecek (2018): Reducing Food’s Environmental Impacts Through Producers and Consumers. Science. 360, p.987–992