Sabato 14 e domenica 15 marzo saremo in tutta Italia per chiedere di applicare un’IVA giusta su cibo e spese veterinarie e di rafforzare i servizi di veterinaria sociale.
In Italia il 40,5% delle famiglie vive con almeno un animale. Eppure, oggi la cura di cani e gatti è ancora fiscalmente trattata come un bene di lusso : l’IVA su cibo per animali e prestazioni veterinarie è al 22%, la stessa prevista per beni non essenziali.
In un contesto di crescente difficoltà economica, questa situazione sta producendo effetti concreti: secondo il Rapporto Italia Eurispes 2025, il 23% delle persone ha rinunciato ad accogliere un nuovo animale per motivi economici e il 10% ha dovuto separarsi dal proprio animale. Le spese per alimentazione e cure veterinarie incidono in modo significativo sui bilanci familiari, con il rischio di rinunce alle cure, abbandoni e aumento del randagismo.
UN OBIETTIVO CHIARO
La campagna “Cani e
gatti: cure e diritti, non privilegi”, ha un obiettivo chiaro: rendere la
convivenza con gli animali familiari un diritto sostenibile e non un lusso per pochi.
A questo scopo chiediamo - insieme a tutti quelli che firmeranno la nostra petizione diretta al Governo e al Parlamento:
UNA SCELTA DI GIUSTIZIA SOCIALE E DI RESPONSABILITÀ COLLETTIVA
La convivenza con cani e gatti non può essere considerata un privilegio per chi se lo può permettere. Oggi le famiglie sono penalizzate da una fiscalità ingiusta che tratta cibo e cure veterinarie come beni di lusso. Chiediamo un fisco più equo e politiche strutturali di veterinaria sociale che garantiscano il diritto alla cura per tutti gli animali, indipendentemente dalle condizioni economiche delle persone con cui vivono. Garantire cure accessibili significa anche prevenire abbandoni, ridurre i costi sociali legati al randagismo e rafforzare un modello di convivenza fondato su rispetto, responsabilità e benessere condiviso, in linea con l’approccio One Health, che riconosce il legame tra salute animale, salute umana e salute dell’ambiente. È una scelta di giustizia sociale e di responsabilità collettiva.
A sostegno delle nostre richieste istituzionali, abbiamo commissionato a REF Ricerche uno studio sul valore sociale ed economico della convivenza con cani e gatti, lo presenteremo il 17 marzo a Roma .
Lo studio analizza anche uno scenario di riduzione dell’IVA su pet food e prestazioni veterinarie, valutandone gli effetti economici e le possibili coperture.
DETRAZIONI IRPEF SPESE VETERINARIE: UN TEMA MOLTO CRITICO
Un
ulteriore aspetto critico riguarda le detrazioni Irpef per le spese
veterinarie, che restano fortemente penalizzanti e sono riconosciute in misura
unica, indipendentemente dal numero di animali detenuti dal contribuente. Il
rimborso massimo ottenibile è di circa 80 euro, a fronte di costi crescenti per
cure e farmaci. Governo e Parlamento devono farsi carico di questo problema
allineando l’IVA su alimenti per animali e cure veterinarie a quella prevista
per l’alimentazione e le prestazioni mediche umane e innalzando la quota di
detrazione delle spese veterinarie.
Le cure veterinarie sono a tutti gli effetti prestazioni di pubblica utilità: la prevenzione e la cura di patologie come ad esempio la leishmaniosi, un’antropo-zoonosi trasmissibile in determinate condizioni anche all’uomo, dimostrano il loro rilevante impatto sulla salute pubblica. A sostegno di tali misure si sono espressi anche i medici veterinari, le associazioni di categoria, le imprese del settore e le associazioni dei consumatori, evidenziando come l’attuale livello impositivo rappresenti un ostacolo economico per molte famiglie e non rispecchi il carattere essenziale, e non voluttuario, di questi beni e servizi. In Italia è urgente avviare l’iter e approvare le proposte di legge, presentate da parlamentari di maggioranza e opposizione, per ridurre l’IVA su alimenti e cure veterinarie, istituire una medicina veterinaria di base gratuita per cani e gatti delle famiglie non abbienti e aumentare la quota di detrazione per le spese veterinarie, garantendo così maggiore equità, giustizia sociale e accesso alle cure.
A tavoli LAV, sarà possibile firmare la petizione nazionale rivolta a Regioni e Governo e saranno disponibili le tradizionali uova di Pasqua LAV (al cioccolato fondente o alla bevanda di riso) e le colombe vegane LAV, per essere con noi in prima linea per chiedere un’IVA giusta su cibo e spese veterinarie.
* Tutti i nostri prodotti sono vegani e le sorprese sono certificate, questo ci permette non solo di essere sicuri della qualità e della sostenibilità dei materiali, ma anche delle condizioni di lavoro di chi produce le nostre sorprese.