Vicenza: comuni dicono si sterminio delle nutrie.Provvedimenti illegittimi

Sono almeno due i Comuni della provincia di Vicenza che, con l’emissione di provvedimenti amministrativi, aprono la strada allo sterminio indiscriminato delle nutrie. Entrambi i provvedimenti sono stati prontamente impugnati dalla LAV, che ha fatto ricorso al Prefetto di Vicenza, chiedendone la revoca immediata.

Con  apposite ordinanze contingibili e urgenti, infatti, i Sindaci di Brendola e Villaverla, hanno decretato una supposta “emergenza nutrie”, dando così il via libera al massacro di questi miti animali, introdotti nell’ambiente proprio da mani umane, allevati per farne pellicce e irresponsabilmente rilasciati in natura, con il passare degli anni e delle “mode”.
Le ordinanze emesse nelle scorse settimane richiamano ipotetici e soprattutto mai provati, rischi sanitari per i cittadini, che deriverebbero proprio dalla presenza delle nutrie sul territorio. Tali fantomatici rischi non trovano alcun riscontro nella realtà, in quanto non esiste documentazione tecnico-scientifica che provi un solo contagio tra nutrie e uomini nei due Comuni, eppure costituiscono il pretesto per emettere l’ordinanza, poco importa se supportati da riscontri oggettivi.

“Con l’irresponsabile firma di questi provvedimenti – dichiara Massimo Vitturi, Responsabile LAV Animali Selvatici - i Sindaci diffondono un ingiustificato allarmismo e timore fra i loro concittadini, richiamando uno stato emergenziale del tutto privo di fondamento. A tale proposito è necessario ricordare che, come da specifiche indicazioni del Ministero dell’Interno, lo stato di emergenza sanitaria può essere dichiarato solamente se comprovato da pertinente documentazione scientifica. In assenza di tali evidenze è del tutto illegittimo avvalersi dello stato di emergenza quale pretesto per consentire a chiunque di accanirsi contro le nutrie”.

Per questo motivo la LAV ha depositato un puntuale ricorso al Prefetto di Vicenza, dott. Eugenio Soldà, con il quale richiede un intervento urgente perché tali ordinanze vengano revocate e perché nel futuro non ne vengano assunte di simili in tutta la provincia. 
“Non è più tollerabile lo stato di allarmismo permanente che le istituzioni hanno creato attorno alle nutrie - continua Vitturi - I cittadini hanno il diritto di essere correttamente informati e, soprattutto, gli animali non possono essere massacrati a causa dei pregiudizi di amministratori poco preparati sul tema dei rischi sanitari e dei metodi incruenti per una corretta convivenza con gli animali selvatici”