Orrori raccontati nel 2021 grazie ad una investigatrice infiltrata.
A 5 anni dalla pubblicazione delle immagini che hanno svelato gli orrori che avvengono all'interno del laboratorio di sperimentazione animale Vivotecnia, il 7 e 8 maggio ha finalmente inizio il processo a carico di due dipendenti dell'azienda i quali sono accusati di maltrattamento animale.
I due imputati hanno svolto vere e proprie torture a carico di ratti e conigli: il primo ha svolto un prelievo retro-orbitale nell'occhio (una procedura estremamente invasiva e dolorosa) su un ratto senza svolgere alcuna anestesia, mentre il secondo ha effettuato procedure su un coniglio in maniera del tutto inadeguata, tanto che lo stesso è riuscito a scappare, ma saltando dal tavolo operatorio è caduto per terra perdendo coscienza e morendo tra atroci sofferenze.
Grazie ad una investigatrice infiltrata, l'associazione Cruelty Free International, con cui noi di LAV collaboriamo, aveva raccontato nel 2021 le sevizie a carico di cani beagle, conigli, maiali ratti e topi, che venivano sottoposti a vere proprie torture, senza il minimo rispetto della normativa vigente.
Da questa investigazione era stato tratto anche un documentario “Infiltrada en el bunker”, un colpo al cuore per chiunque abbia il coraggio di guardarlo.
Nonostante le prove di maltrattamento e abusi fossero lampanti, ci sono voluti 5 anni prima che il processo potesse iniziare e, in tutto questo tempo, l'azienda ha continuato a svolgere esperimenti su centinaia di animali, come se nulla fosse.
Quanto emerso da questa vicenda, che ci auguriamo si possa concludere con la condanna delle persone che hanno commesso crimini a carico degli animali e la liberazione di quelli ancora rinchiusi, riporta alla luce tutte le negligenze che vengono continuamente riscontrate nei laboratori, ogni volta che il velo che li protegge viene spostato.
Noi di LAV abbiamo denunciato quanto avviene nei laboratori di Aptuit, siamo stati iscritti quale parte offesa nella vicenda che coinvolge gli animali degli stabulari dell'università di Catanzaro e continuiamo a batterci per i macachi delle università di Parma e Bologna.
Nell'attesa che il tribunale di Madrid possa esprimersi su questo caso, rinnoviamo la nostra ferma posizione in merito alla necessità di una ricerca completamente etica e senza animali, affinché queste barbarie possano essere relegate al passato.
Firma ora per chiedere una ricerca senza animali.