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Vivisezione, test macabri "pesce d'aprile"

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Ultimo aggiornamento

lunedì 31 marzo 2014

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Il primo aprile è un giorno in cui lo scherzo è protagonista, e persino i media si concedono di diffondere notizie non vere. Ma gli esperimenti più “assurdi” autorizzati ed eseguiti sugli animali, pur potendo sembrare un macabro pesce d’aprile, sono scandalosamente e drammaticamente veri.

A ricordarlo la Coalizione Europea contro la sperimentazione animale – ECEAE, di cui facciamo parte come rappresentanti dell’Italia, che sottolinea come oltre 11,5 milioni di animali vengano uccisi ogni anno nei laboratori europei per una pseudo-scienza che valica il confine della fantasia più sfrenata.

  • ITALIA: per studiare gli effetti sui disordini alimentari dell’Iperico - pianta nota e usata in medicina da secoli su cui è possibile fare numerosi studi epidemiologici - centinaia di ratti sono stati sottoposti a ingestione forzata dell’estratto miscelato con creme dolci a base di cioccolato. Una parte di essi ha subito, poi, restrizioni alimentari mentre su altri sono stati riprodotti stati di stress che stimolavano l’alimentazione incontrollata. [1]
  • SVIZZERA: i ricercatori, allo scopo di trovare una correlazione tra lo sviluppo di disordini comportamentali e lo stress subito durante la pubertà, hanno utilizzato dei giovani topi traumatizzandoli con scosse elettriche, costrizioni fisiche in tubi di plastica e nuoto forzato per ore. Da adulti, gli stessi animali hanno poi subito shock acustici per analizzare il livello di ansia e i riflessi. Alla fine gli animali sono stati soppressi mediate decapitazione, per analizzare gli effetti sui tessuti dei trattamenti subiti. [2]
  • INGHILTERRA: gli effetti del fumo e di un’alimentazione insufficiente in gravidanza sono ben noti da tempo, ma nonostante questo delle ratte gravide sono state forzate a ingerire alti dosi di nicotina e subire restrizioni alimentari, quindi i loro cuccioli sono stati decapitati e i cervelli analizzati. [3]

I casi descritti sembrano un triste gioco pagato con la vita e la sofferenza di esseri senzienti, ma non lo sono: sono reali sperimentazioni, incredibilmente autorizzate nonostante le evidenti impossibilità di ottenere dati applicabili all’uomo, che si differenzia da ogni altro animale per genetica, anatomia, fisiologia, contesto socio-psicologico e condizionamento ambientale.

Pensare e accettare che queste violenze siano il prezzo da pagare per l’avanzamento della ricerca è sbagliato. Se si vuole fare un passo avanti nella scienza bisogna abbandonare il modello animale, che appartiene a una ricerca della fine dell’800 mai validata, e affacciarsi alle nuove tecnologie senza animali, dimostratesi utili, rapide ed etiche.

Solo quando la ricerca tornerà ad avere come unico scopo la conoscenza, la salute dei cittadini e dei malati, si libererà dall’ombra della vivisezione, che rallenta le scoperte scientifiche a fronte di interessi economici e carriere.

 

 [1] Effect of Hypericum perforatum extract in an experimental model of binge eating in female rats. (2012). Journal of Obesity, Article ID: 956137. Università di Camerino (Macerata)
 [2] Stress in puberty unmasks latent neuropathological consequences of prenatal immune activation in mice. (2013). Science, 339(6123): 1095-1099
 [3] Long-term effects of gestational nicotine exposure and food-restriction on gene expression in the striatum of adolescent rats. (2014). PLoS ONE, 9(2): e88896