Voto Commissione ANIT sul trasporto di animali vivi: occasione persa. Ora tocca al Parlamento UE

Un risultato insoddisfacente quello della votazione di ieri della Commissione d'inchiesta sulla protezione degli animali durante il trasporto (ANIT) del Parlamento europeo.

Dopo un anno e mezzo di lavoro, la Commissione ha votato una serie di emendamenti di compromesso alla sua bozza conclusiva di relazione e raccomandazioni. Nonostante sia riconosciuta la scarsa attuazione dell'attuale regolamento europeo sul trasporto di animali vivi, dal voto di ieri emergono raccomandazioni solo parzialmente migliorative.

Tra gli Eurodeputati italiani solo Eleonora Evi (Verdi) ha votato a favore di una maggior tutela di animali, ambiente e consumatori, mentre hanno votato contro De Castro (Pd), Berlato (FdI) e Dorfmann (Svp).

La Commissione, infatti, riconosce la mancanza di disposizioni adeguate e specifiche per specie e chiede disposizioni ad hoc per garantire il benessere di tutti gli animali trasportati, inclusi pesci, polli, galline, tacchini, cavalli, gatti e cani.

Tuttavia, tra le richieste avanzate dalla Commissione, non figura il divieto di esportazione di animali vivi al di fuori dell'UE, manca un riferimento chiaro alla necessità di stabilire un tempo massimo di viaggio di 8 ore, e compare solo un limite parziale al trasporto di animali non svezzati, che include alcuni animali, come i bovini, ma ne esclude altri, come gli agnelli.

Pur avendo organizzato diverse audizioni ed incontri con esperti nel corso dell'ultimo anno, le informazioni recuperate e le richieste dei cittadini sembrano aver informato solo parzialmente i testi finali. Il voto di ieri rappresenta un’occasione mancata, ma il Parlamento europeo, nel voto di gennaio, potrà rendere il rapporto ANIT più ambizioso e porre al centro il bisogno di maggiori tutele per gli animali, vietando qualsiasi trasporto a lunga distanza, perfezionando, sostituendo e riducendo il trasporto all'interno dell'UE, e sostenendo il passaggio al trasporto di carne, carcasse e materiale genetico per l'esportazione.

Non è sufficiente prevedere migliorie all’attuale sistema di trasporto, va previsto un cambiamento sistemico che affronti senza remore le situazioni drammatiche in cui vengono trasportati gli animali ed impedisca che si verifichino di nuovo.

Saremo al lavoro per chiedere agli europarlamentari di sostenere una revisione della normativa adeguata ad assicurare maggiore protezione agli animali, inclusi quelli più fragili o che non possono essere trasportati senza gravi ripercussioni sulla loro vita, per mettere fine alle sofferenze inaccettabili ampiamente documentate dagli investigatori in tutta Europa ed oltre i confini UE.