Rapporto Zoomafia 2020: in Campania 870 procedimenti, 520 indagati

Bracconaggio organizzato e traffico di fauna selvatica, combattimenti tra cani, macellazioni clandestine, corse clandestine di cavalli, pesca di frodo, traffico di cuccioli: sono i crimini contro gli animali gestiti dalla criminalità in Campania che emergono dal Rapporto Zoomafia 2020.

L’Osservatorio Nazionale Zoomafia ha analizzato i dati del 2019 ricevuti da 9 Procure Ordinarie su 10 (non ha risposto la Procura di Avellino) e da tutte e due le Procure Minorili, quella di Napoli e quella di Salerno. Proiettando la media dei dati pervenuti su scala regionale si può stabilire che nel 2019 in Campania sono stati registrati 870 fascicoli (circa il 9,16% di quelli nazionali), con un’incidenza pari a 14,89 procedimenti per 100000 abitanti; e 520 indagati (circa l’8,90% di quelli nazionali), con un tasso di 8,90 indagati ogni 100.000 abitanti. 2 i procedimenti della Procura per i Minorenni di Salerno con 3 indagati per maltrattamento di animali. 

Queste attività delinquenziali non sono affatto residuali né trascurabili. Controllare l’affaire randagismo, ad esempio, significa accaparrarsi un’importante fetta di convenzioni con gli enti locali, mentre controllare i pascoli, vuol dire mettere le mani su uno degli affari più cospicui e remunerativi del territorio, che non ha nulla da invidiare agli altri business criminali. 

Sono numerosi gli interessi dello sfruttamento criminale degli animali che possono stimolare gli appetiti della criminalità organizzata e i casi accertati lo dimostrano. Se l’attuale insicurezza economica perdurasse o, peggio, si acuisse, poi, potremmo assistere a un aumento dei delitti come l’abigeato, la macellazione clandestina, la pesca di frodo organizzata, il traffico di fauna a scopo alimentare, ovvero di tutte quelle attività economiche che rispondono agli interessi primari.

Comunicato stampa integrale

(foto dal web: Napoliflash24)