Gli affari e i crimini della Zoomafia nel nuovo Rapporto LAV

Corse clandestine di cavalli, traffico di cuccioli, combattimenti tra animali, truffe nell'ippica, business dei canili, contrabbando di fauna e bracconaggio organizzato, macellazioni clandestine e abigeato, pesca di frodo e illegalita' nel comparto ittico, uso di animali a scopo intimidatorio o per lo spaccio di droga, traffici di animali via internet e zoocriminalita' minorile: questi gli argomenti analizzati nel Rapporto Zoomafia 2020 redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell'Osservatorio Zoomafia della LAV.

Il nuovo Rapporto, alla sua ventunesima edizione, analizza lo sfruttamento illegale di animali ad opera della criminalita', nel 2019.

Crimini e ipotesi di reato da considerare in maniera molto scrupolosa anche per i gravi rischi sanitari insiti in traffici di animali selvatici o in macellazioni clandestine, come l'attuale crisi internazionale di Coronavirus ha confermato a livello internazionale. 

Questi i principali aspetti analizzati nel Rapporto Zoomafia:
 
  • I crimini contro gli animali piu' contestati
  • La geografia dei crimini contro gli animal
  • Traffici di animali ed emergenza sanitaria Covid-19
  • Corse clandestine di cavalli, ippodromi & scommesse
  • L'affare dei canili e del traffico di cani
  • I traffici internazionali di fauna e il bracconaggio
  • I pirati dei fiumi
  • La 'Cupola del bestiame'
  • 'Malandrinaggio' di mare: un malaffare a danno della biodiversita' marina
  • Combattimenti tra animali
  • Internet e traffici di animali

"Per comprendere un fenomeno criminale è necessario ricorrere anche all'analisi statistica, per questo analizziamo ogni anno i dati delle Procure - sostiene Ciro Troiano -. Purtroppo, nell'ambito dei delitti contro gli animali, oltre ad avere una carenza di dati affidabili, spesso circolano numeri infondati, frutto di errori metodologici, di puro pressappochismo o, in alcuni casi, di malafede. Un esempio è quando vengono proposti dati che fanno riferimento solo alle sentenze passate in giudicato oppure analisi in cui sono stati messi insieme fatti costituenti reato e mere violazioni amministrative o, addirittura, condotte giuridicamente irrilevanti. Il risultato è che viene rappresentato un quadro non veritiero della situazione, che genera confusione e disegna scenari non corrispondenti alla realta'".

I dati delle Procure della Repubblica raccolti ed elaborati dall'Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV relativi al numero totale dei procedimenti penali sopravvenuti nel 2019, sia noti che a carico di ignoti, e al numero di indagati per reati a danno di animali, come uccisione di animali (art. 544bis cp), maltrattamento di animali (art. 544ter cp), spettacoli e manifestazioni vietati (art. 544quater cp), combattimenti e competizioni non autorizzate tra animali (art. 544quinquies cp), uccisione di animali altrui (art. 638 cp), abbandono e detenzione incompatibile (art. 727 cp), reati venatori (art. 30 L. 157/92) e traffico illecito di animali da compagnia (art. 4 L. 201/10), confermano una sostanziale stabilita' dell'andamento dei crimini contro gli animali.

Le risposte sono arrivate dal 70% delle Procure Ordinarie e dall'89% di quelle per i Minorenni. A causa del periodo di lockdown rispetto all'anno passato abbiamo registrato una diminuzione di circa dieci punti percentuali delle risposte. In particolare, hanno risposto 98 Procure Ordinarie, su un totale di 140, pari al 70% del totale e 26 Procure presso i Tribunali per i Minorenni su un totale di 29, pari all'89% del totale. Sommando le risposte delle Procure Ordinarie e delle Procure presso i Tribunali per i Minorenni si arriva al 73% di tutte le Procure del Paese.

Esaminando i dati di un campione di 95 Procure Ordinarie su 140 che hanno risposto sia quest'anno che l'anno passato (un campione pari a quasi il 68% di tutte Procure Ordinarie) si registra una leggerissima diminuzione dei procedimenti nel 2019, rispetto al 2018: -0,18% (7111 fascicoli nel 2019 e 7124 nel 2018); mentre gli indagati sono aumentati del +11% (4758 indagati nel 2019 e 4266 nel 2018). L'aumento del numero degli indagati può essere dovuto ad alcune inchieste che hanno coinvolto decine di persone, ovvero a piu' procedimenti per fatti commessi da piu' persone.

Nonostante la tendenza registrata nel campione di 95 Procure ordinarie, riteniamo che l'ipotesi piu' prudente suggerisca che ci siano state variazioni poco significative su scala nazionale e che le stime di proiezione dell'anno scorso siano tuttora proponibili. Proiettando, quindi, su scala nazionale i dati delle Procure che hanno risposto, pari al 70% delle Procure Ordinarie, tenendo presenti le dovute variazioni e flessioni, possiamo stabilire che nel 2019 sono stati aperti circa 26 fascicoli al giorno, uno ogni 55 minuti; con circa 16 indagati al giorno, uno ogni 90 minuti, per reati a danno di animali. Si registra a livello nazionale un tasso di 16,07 procedimenti e di 9,64 indagati ogni 100.000 abitanti.

"Il quadro che proponiamo si basa sui dati ottenuti da un campione pari al 70% di tutte le Procure della Repubblica d'Italia. Un dato molto piu' che significativo, e statisticamente rappresentativo. Come sempre ricordiamo che si tratta di stime basate su un campione e non sul numero totale delle Procure italiane e che non hanno la pretesa di essere esaustive, ma solo indicative - spiega Ciro Troiano -. Un altro aspetto da considerare e' che in generale sono di piu' i reati denunciati a carico di ignoti che quelli registrati a carico di autori noti. Se si considera poi che, notoriamente, i processi celebrati che arrivano a sentenza sono poco piu' del 20 per cento, e di questi meno della meta', il 43,7%, si concludono con sentenza di condanna, i crimini contro gli animali che di fatto vengono puniti con sentenza sono solo una minima parte rispetto a quelli realmente consumati".

"Le varie indagini svolte nel corso degli anni nel nostro Paese hanno fatto emergere una realta' zoomafiosa, composita, articolata e con capacita' di tessere rapporti collusivi con apparati della pubblica amministrazione - prosegue Troiano. - Si pensi a quanto emerso nelle indagini sul business canili, sul traffico di cuccioli o sul controllo dei pascoli: appartenenti alla pubblica amministrazione infedeli che prestavano servigi e favori a gruppi criminali dediti a tali traffici. Si sbaglia se si pensa che siano attivita' delinquenziali residuali. Se si contestualizzano alcuni fenomeni, si scopre che non sono affatto attivita' delinquenziali trascurabili. Se si controlla, ad esempio, l'affaire randagismo in una determinata zona, significa accaparrarsi un'importante fetta di convenzioni con gli enti locali. Se si controllano i pascoli, vuol dire mettere le mani su uno degli affari piu' cospicui e remunerativi del territorio, che non ha nulla da invidiare agli altri business criminali. Se si costituiscono societa' fittizie per importare cuccioli dall'estero facendo anche uso di truffe carosello, si attua una commistione tra flussi finanziari illeciti e fondi di origine lecita, tipica delle attivita' di riciclaggio. Insomma, - conclude Troiano - sono molteplici gli interessi connessi allo sfruttamento criminale degli animali che possono stimolare gli appetiti della criminalita' organizzata e i casi accertati lo dimostrano".

COMUNICATO INTEGRALE