Rapporto Zoomafia 2021: in Sicilia l'8 % dei crimini nazionali contro gli animali

“Vari, articolati e spesso organizzati, i crimini contro gli animali in Sicilia confermano la necessità di adottare una visione strategica unitaria dei vari aspetti dell’illegalità zoomafiosa che incidono sul più vasto contesto della tutela della sicurezza pubblica e su quello della lotta alla criminalità organizzata".

"Non solo, emerge anche l’importanza di aumentare gli strumenti di contrasto a disposizione delle Forze dell’Ordine, e la necessità che vengano approvate le modifiche alla normativa contro il maltrattamento di animali come chiediamo con la nostra petizione #MISALVICHIPUÒ”.

Lo dichiara Ciro Troiano, responsabile dell'Osservatorio Nazionale Zoomafia LAV, che ha analizzato i dati del 2020 ricevuti da 12 Procure Ordinarie su 16 (non hanno risposto Agrigento, Barcellona Pozzo di Gotto, Caltanissetta e Ragusa) e da tutte le quattro Procure Minorili, relativi al totale dei procedimenti penali e al numero di indagati per reati a danno animali.

Proiettando la media dei dati pervenuti su scala regionale, si puo' stabilire che in Sicilia nel 2019 sono stati registrati 770 fascicoli (circa l'8,32% di quelli nazionali), con un tasso di 15,22  procedimenti ogni 100.000 abitanti; e  680 indagati (circa il 12,86% di quelli nazionali), con un tasso di 13,44 indagati ogni 100.000 abitanti. In Sicilia è stato registrato l’8% circa di tutti i reati contro gli animali accertati in Italia nel 2020.

La Sicilia e' una delle regioni dove la zoocriminalita' e' piu' attiva, dove si registrano tutti i reati presi in esame, con alcune condotte fortemente radicate nel sottobosco delinquenziale. Eppure, nel 2020, rispetto al 2019, si registra una diminuzione del -18% dei procedimenti penali per reati a danno di animali, e una diminuzione del -58% del numero degli indagati. 

“La diminuzione dei reati accertati segue l’andamento nazionale e anche in questo caso riteniamo che non si tratti di una diminuzione del numero dei crimini contro gli animali commessi, ma solo dei casi denunciati e accertati commenta Ciro Troiano. - È indubbio che in periodo di chiusura a causa della pandemia le attività di polizia sono state indirizzate verso altre emergenze. Altri indici ci suggeriscono che il numero dei reati realmente commessi non sia affatto calato”.