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Allarme aviaria: in UK il salto di specie sull'uomo. Ecco cosa hanno scoperto i nostri investigatori in Italia!

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Ultimo aggiornamento

martedì 11 gennaio 2022 23:00
Foto di AP

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L’epidemia di aviaria, scoppiata lo scorso ottobre, continua ad imperversare in Europa ed in Italia. Un allarme reso ancora più minaccioso dalla recente notizia di un caso di salto di specie dall’animale all’uomo, nel Regno Unito.  

Una situazione gravissima in cui le evidenze che abbiamo raccolto in Italia sono tutt’altro che rassicuranti!

Ecco cosa hanno scoperto i nostri investigatori
 

Il video, girato con  drone, denuncia animali tenuti all’aperto, in violazione dell’Ordinanza che lo vieta ai fini di evitare il contagio, e raccoglie, con telecamera nascosta, la testimonianza  dell’operatore di un allevamento e di un esponente dell’esercito, coinvolto nelle operazioni, in una struttura dove sono stati recentemente “smaltiti” i corpi di 17.000 animali morti per aviaria

In Italia, duramente colpita dall’aviaria, la situazione è molto critica: nella sola provincia di Verona sono stati uccisi già oltre 13 milioni di volatili, morti per la malattia o uccisi per evitare il dilagare del contagio. 

Le immagini raccolte dal team investigativo LAV mostrano la gravità della situazione, che ha reso necessario l’intervento dell’esercito. La quantità di corpi è immane, e ciò ha indotto la Regione Veneto a derogare alle normali pratiche di smaltimento delle carcasse, prevedendone anche l’interramento, dal momento che gli inceneritori non riescono più a ricevere animali. 

Il video inoltre, mostra un allevamento che tiene animali all’aperto, nonostante il divieto imposto dalla Nota n.0023818 del Ministero della Salute - DGSAF , del 15 ottobre 2021 in rafforzamento dell’applicazione delle misure di biosicurezza di cui all’Ordinanza 26 agosto 2005, e dall’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale del Veneto n. 167 del 06 dicembre 2021 “Influenza Aviaria. Aggiornamento delle misure di restrizione nelle province di Verona, Padova e Vicenza”. Tale divieto mira ad evitare che gli animali detenuti negli allevamenti possano entrare in contatto con quelli selvatici, in particolare con le specie migratorie, potenzialmente portatori di agenti patogeni, come il virus dell’aviaria.  

Con il mondo ancora alle prese con la pandemia da Sars-Cov-2, ci troviamo ad affrontare un’emergenza che potrebbe avere conseguenze drammatiche! 

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