Allevamento di Cremona: la storia della mucca 4037 e il suo messaggio per noi

Con nuove, toccanti, immagini torniamo a raccontarvi le condizioni degli animali negli allevamenti, attraverso la storia di 4037, una delle mucche dell’allevamento di Robecco d’Oglio, in Provincia di Cremona, oggetto di due nostre denunce, nel 2019 e nuovamente, nel 2020.

4037 è il numero della targhetta di plastica fissata all’orecchio di questo animale, rinvenuto dai nostri investigatori, in quello che hanno chiamato “recinto della morte”: una speciale area all’interno della azienda, dove venivano tenuti animali morti, lasciati per giorni e giorni in decomposizione.

“Abbiamo trovato in questo recinto una mucca, che abbiamo riconosciuto dal numero identificativo 4037. Era viva, ma non riusciva ad alzarsi in piedi, era sofferente – racconta Cristian, investigatore LAV che ricorda – abbiamo cercato di darle qualche attenzione, un gesto di pietà, una carezza, pur capendo che il suo destino era segnato e non ce l’avrebbe fatta”

Le ultime 12 ore di vita di 4037 sono raccontate da una telecamera nascosta che filma la lenta, terribile agonia di questo animale, ancora cosciente, lasciato morire di fame e sete, tra gli escrementi, divorato dagli insetti.

È urgente arrivare alla chiusura di questa struttura che continua a non rispettare le norme sul trattamento degli animali e le minime condizioni igienico sanitarie dichiara Roberto Bennati, Direttore Generale LAV, che aggiunge – continueremo a batterci legalmente, pubblicamente, per dare giustizia agli animali vittime delle sofferenze documentate e per ristabilire il principio di legalità delle norme nazionali e comunitarie calpestate nella loro applicazione in questa struttura”.

Con la sua agonia 4037 ci chiede di fare ciò che a lei non è stato possibile: noi possiamo dire basta!

Puoi aiutarci a chiedere giustizia per le mucche di Cremona e per gli animali vittime dello sfruttamento zootecnico, contribuendo a sostenere le spese di questa battaglia legale, e quelle per le nostre attività investigative

DONA

COMUNICATO STAMPA