Animali rifugiati in Italia dall'Ucraina: ecco cosa fare

Anche gli animali sono in fuga dalla guerra, almeno quelli più fortunati le cui famiglie hanno responsabilmente deciso di non lasciare sotto le bombe. 


Il Ministero della Salute, anche al fine di tutelare il rispetto del benessere degli animali, anche su nostra richiesta ha tempestivamente autorizzato (Misure eccezionali per l’ingresso nell'UE di animali domestici movimentati al seguito di rifugiati provenienti dall'Ucraina) già dal 28 febbraio scorso l'introduzione in Italia di animali provenienti dall'Ucraina anche se sprovvisti della documentazione necessaria. La disposizione è generale e individua nei Servizi Veterinari pubblici del territorio dove dimora il/la rifugiato/a ucraino/a il riferimento pubblico necessario a realizzare il percorso di “regolarizzazione” che gli animali devono seguire una volta raggiuto il nostro Paese, necessario perché per essere movimentati gli animali devono essere identificati - ai sensi del Regolamento europeo 576 del 2013 - con il microchip, essere in regola con la vaccinazione contro la rabbia e avere il passaporto per animali da compagnia.

In considerazione di ciò, e salvo il fatto che i cittadini Ucraini con animali al seguito hanno il diritto/dovere di segnalare ai servizi veterinari pubblici competenti per territorio la presenza dell’animale, LAV ha contattato e scritto al Ministero della Salute, alle Regioni e Province Autonome per chiedere (Richiesta di misure eccezionali per l'ingresso nell'UE di animali domestici movimentati dall'Ucraina) – a ognuno per quanto di competenza - di emanare disposizioni secondo le quali gli animali non fossero separate dai detentori e le strutture di accoglienza li ospitassero assieme a chi li aveva sottratti da un tragico destino, nonché di emanare disposizioni precise per l’iter sanitario al quale devono essere sottoposti gli animali.

La prima Regione ad aver risposto positivamente all’appello è stata il Friuli Venezia Giulia che ha accolto tutte le richieste e ha emanato il 7 marzo una propria Nota (Nota Regione Friuli Venezia Giulia). Gestione fiduciaria dei pets in parallelo all'accoglienza dei proprietari, disposta l’11 marzo anche dalla Regione Toscana (Nota Regione Toscana). Trattandosi di procedura attuata per fronteggiare una situazione emergenziale, la Regione ha escluso l’obbligo di compartecipazione del cittadino alla spesa sanitaria e ha accolto la disponibilità della Federazione Regionale Ordini Medici Veterinari della Toscana a operare pro bono, in collaborazione con i Servizi Veterinari delle ASL.
Sulla stessa linea la Regione Emilia Romagna (Nota Regione Emilia Romagna). La Nota del 14 marzo precisa che al momento dell’arrivo degli animali in Regione devono essere informati tempestivamente i servizi veterinari AUSL competenti per territorio, per l’espletamento di tutti gli interventi necessari che a differenza della Toscana saranno esclusivamente da loro effettuati. L’ Emilia Romagna ha anche diffuso in italiano e in ucraino informazioni, telefoni ed email utili Informazioni e recapiti assistenza Vet Asl - Regione Emilia Romagna

Anche la Lombardia, dove le ATS (Ats Brianza) collaborano con la Federazione degli Ordini dei Veterinari, si è attivata. In data 15 marzo la Regione Lombardia ha inviato una comunicazione (Nota Regione Lombardia) per richiamare l’attenzione sul rischio sanitario legato alla rabbia. L’ingresso in Regione Lombardia di animali quali cani, gatti, furetti deve quindi essere prontamente comunicato dal proprietario o detentore e comunque da tutti coloro i quali, a vario titolo (quindi anche Associazioni), ne siano a conoscenza ai Dipartimenti Veterinari competenti territorialmente che provvederanno a eseguire tutti gli interventi necessari alla regolarizzazione degli animali. A tale scopo, è stata predisposta specifica modulistica destinata ai punti di ingresso dei profughi ucraini in Lombardia con le informazioni necessarie: specie animale, sesso, taglia, mantello, microchip (numero, presente o assente), luogo di detenzione, nominativo e contatti utili (telefono e/o e-mail) del detentore.

In data 18 marzo la Regione Lazio ha diramato una nota a tutti i Servizi Veterinari, ai Servizi di Igiene e Sanità Pubblica e all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana riguardo agli interventi per conformare gli animali al seguito dei profughi alle misure sanitarie necessarie.

La nota precisa che le ASL devono procedere alla vaccinazione antirabbica o titolazione anticorpale e che i costi necessari alla regolarizzazione degli animali compresa l’inoculazione del microchip saranno a carico delle stesse, così come quelli per ogni intervento riconducibile ai LEA e quelli per il rilascio delle autorizzazioni per l’uscita dall’Italia. La Regione, infatti, prende in considerazione anche la condizione “di transito” dei profughi con animali al seguito, specificando che nel caso di successiva partenza dall’Italia i Servizi Veterinari rilasceranno agli animali il Passaporto europeo o Certificato internazionale.

Tutti gli interventi effettuati, compresi quelli rientranti nei LEA, saranno registrati dalla ASL in anagrafe canina alla quale, al fine di agevolarne la rendicontazione è stata apportata una modifica recante l’indicazione “Emergenza Ucraina”. Qui l’elenco degli sportelli e degli ambulatori.

In Piemonte gli interventi necessari alla regolarizzazione degli animali al seguito dei rifugiati Ucraini sono effettuati gratuitamente dal Servizio veterinario che potrà avvalersi anche dei veterinari libero professionisti che abbiano manifestato di svolgere le attività a titolo volontario. A tal fine i proprietari e i soggetti ospitanti devono prendere immediatamente contatto con i Servizi Veterinari competenti per territorio.

La nota della Regione precisa che gli animali da compagnia non devono essere separati dai loro detentori perché l’allontanamento dal proprio animale, anche dal punto di vista del sostegno affettivo, potrebbe causare ulteriore sofferenza e che le strutture di accoglienza devono accogliere i profughi fuggiti dalla guerra con i loro animali. La nota specifica, inoltre, che tutti i cani dovranno essere condotti al guinzaglio e con museruola per tutto il periodo di osservazione, mentre i gatti e i furetti dovranno essere confinati in ambienti chiusi fino al termine della procedura di regolarizzazione. Infine, dispone che l’eventuale furto/smarrimento, episodi di morsicatura a persone o animali, il decesso, il cambio di domicilio debbano, parimenti, essere prontamente comunicati al Servizio Veterinario territorialmente competente.

La Regione Abruzzo, con nota una nota del 31 marzo 2022 ha predisposto le indicazioni per il controllo dei cani e dei gatti introdotti a seguito dei rifugiati dall'Ucraina. La nota, inviata alle Prefetture Provinciali ai Direttori dei Servizi Veterinari competenti delle ASL e agli Ordini Provinciali Medici Veterinari, richiama le indicazioni del Ministero della salute circa l’importanza di non separare gli animali dalle loro famiglie durante il periodo necessario per la loro regolarizzazione che può andare dai tre ai sei mesi. La Regione, inoltre, ha approntato un modello in triplice lingua (italiano, inglese e ucraino) che si interfaccia con la procedura informatizzata che consente alla ASL di registrare e tracciare gli animali introdotti in Abruzzo e gli interventi sanitari eseguiti sugli stessi.

In data 11 aprile 2022 il Ministero della salute ha trasmesso una nuova nota alle Regioni, alle Province Autonome, agli Uffici veterinari per gli adempimenti degli obblighi comunitari e ai Posti di ispezione frontaliera.


Vittime della guerra non sono soltanto cani e gatti di proprietà, ma anche quelli presenti nei rifugi o che una famiglia non hanno più, a favore dei quali LAV e altre associazioni di tutta Europa si sono mobilitate anche per trasferirli in un Paese sicuro e inserirli in famiglia per questo motivo abbiamo chiesto al Ministro della Salute di emanare disposizioni secondo le quali cani e gatti non di proprietà introdotti da un’Associazione riconosciuta possano essere da subito adottati da persone che si impegnino a fornire per iscritto precise garanzie anche di tipo sanitario e trascorrere la quarantena in regime di affidamento fiduciario presso di esse (Lettera a Roberto Speranza, Ministro della Salute e a Pierdavide Lecchini, Direttore Generale della Sanità Animale e dei Farmaci Veterinari).

Il  21 marzo la Direzione Generale del Ministero della Salute ha trasmesso una Nota a Regioni, Servizi Veterinari e Associazioni animaliste che vieta l’introduzione in Italia di cani e gatti ospitati nei rifugi/canili e di cani e gatti provenienti dall’Ucraina per evitare la possibilità di diffusione della rabbia. LAV, pur condividendo l’attenzione del Ministero nei confronti di questa zoonosi, ha prontamente scritto al Ministero della Salute, Roberto Speranza, affinché riveda la decisione e consenta alle Associazioni riconosciute dallo stesso Ministero di prendere in carico questi animali affinché possano essere sottoposti in Italia a tutti gli adempimenti sanitari previsti dalla normativa.

Per quanto riguarda gli animali a seguito dei profughi la Nota ministeriale raccomanda inoltre che:

  • qualora in possesso di microchip e certificato di vaccinazione antirabbica, vengano sottoposti a prelievo ematico per titolazione anticorpi rabbia. Vengano sottoposti ad un periodo di osservazione a destino di 3 mesi, in caso di esito positivo della titolazione, e di 6 mesi in caso di esito negativo della titolazione;
  • qualora non in possesso di microchip e certificato di vaccinazione antirabbica, vengano sottoposti immediatamente a riconoscimento con microchip e vaccinazione antirabbica. Vengano pertanto sottoposti ad un periodo di osservazione a destino di almeno 3 mesi;
  • i cani vengano tenuti sempre al guinzaglio e provvisti di museruola, i gatti vengano tenuti in ambiente confinato durante tutto il periodo di osservazione.

Questa pagina viene aggiornata man mano con l’uscita di nuovi provvedimenti normativi e amministrativi.


FAQ

In queste FAQ speriamo possiate trovare la risposta ai vostri interrogativi sull’accoglienza in Italia. E anche queste saranno man mano aggiornate come servizio informativo della LAV a tutte e tutti coloro che si stanno preoccupando della salute e del miglior accudimento degli animali. Per la regolarizzazione e l’accoglienza dei loro umani, rimandiamo alle informazioni online sui siti di Ministero dell’Interno, Regioni e Comuni.

Le nostre FAQ sono disponibili anche in lingua ucraina

LEGGI ORA

1. Gli animali domestici in fuga dalla guerra con il proprietario o detentore sono ammessi anche senza la necessaria documentazione e/o la vaccinazione contro la rabbia e/o il microchip?

Si, gli animali da compagnia sono sempre ammessi. Il Ministero della Salute in data 28 febbraio 2022 (Misure eccezionali per l’ingresso nell'UE di animali domestici movimentati al seguito di rifugiati provenienti dall'Ucraina)  ha diffuso una Nota secondo la quale l’Italia, come deciso anche da altri Paesi europei, accetta l'introduzione di animali da compagnia anche senza quanto previsto dalla normativa europea, movimentati al seguito dei cittadini provenienti dall'Ucraina.

2. L’introduzione di animali nel nostro Paese deve essere segnalata?

Sì, sempre anche a posteriori. Secondo la Nota del Ministero della Salute del 28 febbraio 2022 (Misure eccezionali per l’ingresso nell'UE di animali domestici movimentati al seguito di rifugiati provenienti dall'Ucraina) nel caso di controlli effettuati alle frontiere con l’Ucraina, l’Autorità polacca-slovacca-ungherese-moldava-rumena o chiunque dall’Italia una volta che l’animale, la persona, la famiglia, sono in Italia, deve comunicare all'indirizzo e-mail UA-pets@sanita.it la/le specie e numero di animali, l'identificazione degli stessi (se possibile), il nome del proprietario e l'indirizzo di destinazione in Italia per poter fornire poi informazioni ai servizi veterinari territorialmente competenti e gestire correttamente gli animali introdotti.

3. Ma se l’animale non è stato segnalato alla frontiera a chi ci si deve rivolgere?

La persona, la famiglia, giunte in Italia, devono comunicare all'indirizzo e-mail UA-pets@sanita.it la/le specie e numero di animali, l'identificazione degli stessi (se possibile), il nome del proprietario e l'indirizzo anche se provvisorio in Italia, Occorre contestualmente contattare il Servizio veterinario pubblico competente per territorio della dimora anche provvisoria del/la cittadino/a ucraino/a per iniziare l’iter di regolarizzazione dell’animale. 
Si rammenta che la direttiva europea 2001/55 riconosce ai rifugiati dall’Ucraina la possibilità di entrare in Italia anche senza documentazione al seguito e all’Italia l’obbligo di emettere un titolo di soggiorno con validità annuale.

4. Gli animali entrati in Italia devono effettuare un periodo di quarantena (altrimenti chiamato “isolamento fiduciario”)?

Sì, secondo il Regolamento europeo 576 del 2013, per un periodo necessario al conseguimento delle garanzie sanitarie previste: identificazione con microchip e vaccinazione antirabbica del cane o del gatto. In tale periodo è previsto il cosiddetto “isolamento fiduciario” in modo da non separare animale e umano. L’eventuale titolazione anticorpale per la rabbia (un prelievo del sangue) può essere disposto dal Servizio veterinario pubblico.

5. Durante il periodo di quarantena gli animali possono essere separati dal proprietario o dal detentore? 

Al momento, positivamente le Regioni che hanno emanato Note sulla regolarizzazione degli animali prevedono che non devono essere separati dal proprietario o dal detentore. Qualora un Servizio veterinario disponesse diversamente, segnalatecelo allo 06.4461325 o info@lav.it

6. Chi stabilisce i tempi della quarantena? 

Lo stabilisce il Servizio veterinario pubblico che ha preso in carico l’animale sulla base del periodo necessario al conseguimento delle garanzie sanitarie che può essere diverso da animale ad animale e mai superiore a 6 mesi.

7. Quali obblighi devo rispettare durante la quarantena?

Fino al termine della procedura di regolarizzazione devi condurre il cane al guinzaglio e con museruola, mentre il gatto dovrai tenerlo confinato in ambienti chiusi. Devi prontamente comunicare al Servizio Veterinario territorialmente competente l’eventuale furto/smarrimento, episodi di morsicatura a persone o animali, il decesso, il cambio di domicilio.

8. Durante la quarantena è possibile spostare l’animale?

Non esistendo disposizioni uniformi sul territorio nazionale occorre informarsi presso il Servizio veterinario pubblico che ha in carico l’animale circa la procedura da seguire per un eventuale spostamento.


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