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Aviaria in aumento nel Nord-Est Italia: Ministro fermi subito la caccia

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Ultimo aggiornamento

giovedì 21 gennaio 2021

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Nonostante dal 4 novembre scorso, con nota n. 23822 emessa dalla Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci veterinari, il Ministero della Salute abbia sospeso l’utilizzo di richiami vivi per la caccia, appartenenti agli ordini dei Caradriformi e Anseriformi, quali ad esempio beccacce e germani reali, il numero di animali selvatici portatori di influenza aviaria ad alta patogenicità continua ad aumentare. Il Centro di referenza nazionale del Ministero della Salute per l’influenza aviaria, infatti, comunica di avere individuato la presenza del virus H5 in ben 92 campioni di uccelli uccisi dai cacciatori in Veneto e Friuli-Venezia Giulia, mentre altri 2 casi sono stati individuati in uccelli rinvenuti morti.

La caccia, quindi, si configura come possibile fonte di un nuovo spillover, estremamente pericoloso non solo per i cacciatori, possibili responsabili del salto di specie di un virus da animale a uomo, ma anche per tutti i cittadini che poi potrebbero essere da loro contagiati.

E’ lo stesso Centro nazionale per l’influenza aviaria, costituito presso l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, che, proprio a proposito del virus di cui potrebbero essere portatori gli uccelli selvatici, nella pagina del sito web istituzionale dedicata all’influenza aviaria, precisa  che “c’è la concreta possibilità che da un serbatoio animale possa originare un nuovo virus per il quale la popolazione umana risulta suscettibile dando modo alla malattia di estendersi a livello globale, provocando quindi una pandemia”.

In un periodo in cui il nostro Paese è sottoposto alla preoccupante diffusione dell’epidemia di Covid-19, non si capisce per quale motivo i cacciatori possano continuare indisturbati a uccidere e manipolare animali potenzialmente infetti. Chiediamo che il Ministro della Salute Speranza con un’Ordinanza urgente sospenda immediatamente la caccia a tutte le specie migratorie!